Lo
Statuto della Regione Toscana è stato bocciato dal Governo. Il
Consiglio dei ministri ha infatti deciso di chiamare in causa la
Corte Costituzionale, alla quale sottoporrà ben undici punti del
documento regionale che appaiono "incompatibili con le norme in
vigore".
In particolare, l'Esecutivo si è scagliato contro la "norma che
concedeva il riconoscimento di tutte le coppie, senza distinzione
di sesso". Secondo quanto dichiarato dal ministro per le Riforme
Roberto Calderoli la decisione della Toscana è in contrasto la
Carta fondamentale della Repubblica italiana, che riconosce
soltanto la famiglia fondata sul matrimonio.
"Lo Statuto era inaccettabile - gli ha fatto eco Olimpia Tarzia,
dell'Udc - il Governo ha voluto dare un segnale importante
affinché i prossimi statuti regionali in via di approvazione siano
rispettosi della Costituzione".
Brutte notizie anche per il Comune di Genova, richiamato dal
Consiglio dei ministri per via di una legge che riconosceva il
diritto di voto agli immigrati dopo cinque anni di soggiorno in
Italia.
"E' una disposizione che viola palesemente una legge dello Stato -
ha chiarito il ministro per gli Affari Regionali Enrico La Loggia
- per questa ragione si è dato mandato al ministro dell'Interno di
valutare le due o tre procedure possibili per un intervento su
questa materia".
Ovviamente, le reazioni a questa dura presa di posizione non si
sono fatte attendere. Il primo cittadino di Genova Giuseppe Pericu
si è detto sorpreso che una "simile decisione sia stata presa da
un governo che aveva detto di volersi impegnare per riconoscere il
diritto di voto dei lavoratori immigrati".
Il presidente del Consiglio regionale toscano Riccardo Nencini ha
invece definito "incomprensibile" l'atteggiamento dell'Esecutivo:
"Ritengo che questa scelta sia motivata solo da ragioni
politiche".
Amarezza anche da parte dell'Arcigay, che solo pochi giorni fa
aveva festeggiato la nuova normativa sulle coppie di fatto.
"La Toscana oggi è una regione dell'Europa - aveva scritto in una
nota il presidente dell'Arcigay Sergio Lo Giudice - il Consiglio
regionale ha contribuito a colmare la distanza esistente tra la
legislazione italiana e quella ampiamente diffusa nel resto del
continente, dalla Penisola Iberica alla Scandinavia".
E' toccato invece al segretario nazionale dell'associazione
Aurelio Mancuso commentare la bocciatura dello Statuto ad opera
del Governo: "Il centrodestra non si smentisce mai e impugna il
primo Statuto libertario di una Regione italiana davanti alla
Corte costituzionale".
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