CENTOMOVIMENTI NEWS - 4 AGOSTO 2004
Voto agli immigrati e coppie di fatto: il Governo usa il pugno di ferro
REDAZIONE

Lo Statuto della Regione Toscana è stato bocciato dal Governo. Il Consiglio dei ministri ha infatti deciso di chiamare in causa la Corte Costituzionale, alla quale sottoporrà ben undici punti del documento regionale che appaiono "incompatibili con le norme in vigore".
In particolare, l'Esecutivo si è scagliato contro la "norma che concedeva il riconoscimento di tutte le coppie, senza distinzione di sesso". Secondo quanto dichiarato dal ministro per le Riforme Roberto Calderoli la decisione della Toscana è in contrasto la Carta fondamentale della Repubblica italiana, che riconosce soltanto la famiglia fondata sul matrimonio.
"Lo Statuto era inaccettabile - gli ha fatto eco Olimpia Tarzia, dell'Udc - il Governo ha voluto dare un segnale importante affinché i prossimi statuti regionali in via di approvazione siano rispettosi della Costituzione".

Brutte notizie anche per il Comune di Genova, richiamato dal Consiglio dei ministri per via di una legge che riconosceva il diritto di voto agli immigrati dopo cinque anni di soggiorno in Italia.
"E' una disposizione che viola palesemente una legge dello Stato - ha chiarito il ministro per gli Affari Regionali Enrico La Loggia - per questa ragione si è dato mandato al ministro dell'Interno di valutare le due o tre procedure possibili per un intervento su questa materia".

Ovviamente, le reazioni a questa dura presa di posizione non si sono fatte attendere. Il primo cittadino di Genova Giuseppe Pericu si è detto sorpreso che una "simile decisione sia stata presa da un governo che aveva detto di volersi impegnare per riconoscere il diritto di voto dei lavoratori immigrati".
Il presidente del Consiglio regionale toscano Riccardo Nencini ha invece definito "incomprensibile" l'atteggiamento dell'Esecutivo: "Ritengo che questa scelta sia motivata solo da ragioni politiche".
Amarezza anche da parte dell'Arcigay, che solo pochi giorni fa aveva festeggiato la nuova normativa sulle coppie di fatto.
"La Toscana oggi è una regione dell'Europa - aveva scritto in una nota il presidente dell'Arcigay Sergio Lo Giudice - il Consiglio regionale ha contribuito a colmare la distanza esistente tra la legislazione italiana e quella ampiamente diffusa nel resto del continente, dalla Penisola Iberica alla Scandinavia".
E' toccato invece al segretario nazionale dell'associazione Aurelio Mancuso commentare la bocciatura dello Statuto ad opera del Governo: "Il centrodestra non si smentisce mai e impugna il primo Statuto libertario di una Regione italiana davanti alla Corte costituzionale".

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