ABORTO: TICKET DEL 50% SUL SECONDO E DEL 100% SUI SUCCESSIVI?
BUON METODO PER AUMENTARE LA CLANDESTINITA'! RISPARMIARE SULLE
SPESE? USATE LA RU486!
Firenze,
7 Agosto 2004. Il senatore Antonio Gentile (Forza Italia) fa
sapere che a settembre presenterà al ministro della Salute un
lavoro per l'introduzione di un ticket del 50% alle donne che
praticano il secondo aborto e del 100% dal terzo in poi. Secondo
il senatore ci sono casi di donne che abortiscono 5 o 6 volte e
non si tratterebbe di situazioni di degrado sociale. Oltre a
costituire costi "ingiusti" per la collettività (ogni aborto costa
allo Stato 2-3 mila euro).
Una proposta che ci sembra quantomeno bizzarra, senza un'analisi
di come realmente poter risparmiare in Sanità senza far pagare gli
utenti e soprattutto quelli più deboli.
Bizzarra. Il sen. Gentile sostiene che la legge sull'aborto e'
importante in quanto ha determinato la fine di un vergognoso
mercato clandestino. Cosa succederà se una donna dovrà pagare 2-3
mila euro per un aborto? Che troverà sicuramente qualcuno che
clandestinamente glielo praticherà per 500 o 1000 euro. Il mercato
clandestino si forma quando c'e' la domanda di qualcosa che e'
vietato o che costa troppo (come per droghe e sigarette, e come
per l'aborto ieri quando era un reato contro la stirpe, e per
l'aborto oggi per quei casi che non rientrano nei limiti e negli
ostacoli della legge italiana: viaggi all'estero sono all'ordine
del giorno, mentre di cliniche clandestine se ne scoprono ogni
tanto).
Risparmio sanitario. Sicuramente si risparmierà, così come si
potrebbe risparmiare facendo pagare il ticket sul secondo
intervento per un tumore o qualunque altra operazione. Ma il sen.
Gentili non prende in considerazione altri interventi, perché lui
ritiene che una donna che abortisce lo faccia volentieri, e più ne
fa più e' contenta (e magari anche depravata), quindi e' giusto
che paghi, perché se e' disinformata o non-educata e' lei che deve
pagare. A noi non risulta proprio così, ma ci risulta che l'aborto
per ogni donna sia un dramma, umano e sanitario. Comunque
aspettiamo di conoscere i casi "gioiosi" del nostro senatore. Che
poi a scuola nessuno abbia mai dato informazioni sulla
contraccezione e sulla conoscenza del proprio corpo, per il nostro
senatore e' cosa secondaria (bisognerebbe, per questo, far pagare
gli aborti ai vari ministri della Pubblica Istruzione?). Non solo,
siccome le donne che abortiscono sono sempre più extracomunitarie
(nel 1980 erano il 2%, mentre nel 1998 erano il 15%. Dati Istat),
di Paesi messi peggio dell'Italia rispetto a queste informazioni,
e' bene che paghino la loro povertà d'istruzione?
Eppure un metodo per risparmiare in materia ci sarebbe, senza
farlo pagare agli utenti. Usare i ritrovati della scienza, come la
pillola abortiva RU486, che si può somministrare in ambulatorio,
quindi sicuramente senza i costi della degenza ospedaliera di 1
giorno e della sala operatoria (in Francia e' dell'altro giorno la
modifica della legge sull'aborto per poter prendere questa pillola
abortiva a casa). La RU486 non ha bisogno neanche di chissà quali
costi di sperimentazione per essere introdotta, perché dopo decine
d'anni che esiste, siamo quasi gli unici in Europa a non
consentirne la commercializzazione.
Chi vuole saperne di più su questa pillola abortiva e firmare la
petizione Aduc per la sua introduzione, può farlo a questo link:
http://www.aduc.it/dyn/ru486
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
COMUNICATO STAMPA DELL'ADUC
Associazione per i diritti degli utenti e consumatori
URL: http://www.aduc.it
mailto aduc.it@aduc.it
Tel.055290606
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