I
tre incidenti nucleari che si sono verificati oggi in Giappone,
costati la vita ad almeno quattro operai, hanno riaperto il
dibattito politico in Italia sulla necessità di trovare energie
alternative.
Da una parte alcuni esponenti della maggioranza, che non hanno mai
nascosto il loro desiderio di ridiscutere l'ipotesi nucleare nel
nostro Paese, dall'altra il partito dei Verdi, da sempre contrario
a questo tipo di progetto.
Dopo la tragedia di oggi, Alfonso Pecoraro Scanio ha consigliato
"un utile viaggio di studio nel Sol Levante" agli estimatori
dell'energia atomica.
"L'ennesimo incidente in una centrale nucleare, questa volta in
Giappone, conferma che quella fonte energetica è obsoleta e
pericolosa - ha affermato il leader del partito ambientalista -
anche i costi per garantire una sicurezza sempre più incerta
rafforzano le nostre ragioni e la necessità di una svolta che
guardi al futuro: risparmio energetico e fonti pulite, sicure e
rinnovabili".
Pecoraro Scanio alludeva in modo particolare ai "vice ministri
Urso e Baldassarri, che anche in questi giorni non hanno
rinunciato a sfoggiare un'euforia nuclearista".
Un'affermazione che ha scatenato la reazione del Vice Ministro
alle Attività Produttive Adolfo Urso.
"Non c'è bisogno di andare sino in Giappone e nemmeno negli Stati
Uniti o in Canada, Cina, India o Russia - ha replicato l'aennino -
è sufficiente restare nella nostra Europa, spostarsi di poco più
di cento chilometri da Bolzano, Torino o Trieste, per studiare e
capire come si possa tranquillamente vivere accanto ad una
centrale nucleare senza quella paura che Pecoraro Scanio continua
ad alimentare, sfruttando ogni occasione, anche quella di un
incidente sul lavoro".
Urso ha voluto ricordare che "in Francia vi sono 59 centrali
nucleari, in Svizzera 5, in Germania 19 ed una persino nella
piccola Slovenia e noi importiamo a caro prezzo energia da esse
prodotte ai nostri confini".
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