CENTOMOVIMENTI NEWS - 24 AGOSTO 2004
Castro rifiuta gli aiuti americani: "Tenetevi la vostra elemosina"
REDAZIONE

Fidel Castro ha rifiutato con sdegno gli aiuti economici che gli Stati Uniti avevano offerto al popolo cubano per sanare le ferite provocate dal passaggio dell'uragano Charley.
Il generoso contributo era stato annunciato lo scorso 13 agosto dal portavoce del Dipartimento di Stato americano Richard Boucher che, esprimendo "solidarietà al popolo cubano", aveva reso noto che l'amministrazione di George W. Bush era pronta a farsi carico di una parte delle spese di ricostruzione.
"Il popolo cubano può contare sull'appoggio degli Stati Uniti in questi momenti difficili - aveva affermato Boucher - stiamo lavorando per aiutarlo ad affrontare la crisi umanitaria che oggi affronta".

Ma dal lìder maximo è arrivato un categorico rifiuto e l'offerta americana, giudicata cinica ed ipocrita, è stata rispedita al mittente. All'origine di questa decisione vi è una triplice motivazione.
Tanto per cominciare il regime dell'Avana ha definito "un'umiliante elemosina" i cinquantamila dollari che la Casa Bianca aveva stanziato per l'isola. Cuba è stata infatti colpita parecchio duramente dalla furia dell'uragano, è sufficiente pensare che Charley ha raso al suolo circa quarantamila case.

In secondo luogo Cuba non dimentica che lo stato che oggi offre questo denaro è lo stesso che da oltre quarant'anni sta strangolando con un pesantissimo embargo l'economia dell'isola.
"Il popolo ed il Governo cubani considerano quest'offerta assolutamente inaccettabile - si legge in un comunicato ufficiale dell'Esecutivo dell'Avana - dal momento che disconosce impudicamente i danni causati dalla guerra economica condotta da più di quarant’anni contro il nostro paese dalle amministrazioni Usa che si sono succedute in questo periodo".

Infine, Fidel Castro sospetta che dietro a tanta generosità, si nasconda una manovra reazionaria volta a rovesciare il regime socialista. Per il dittatore, infatti, "la dichiarata intenzione del Governo nordamericano di mettere queste risorse in mano ad organizzazioni indipendenti dal Governo cubano, rivela chiaramente i torbidi propositi di questa manovra, lontani da un vero interesse al benessere della popolazione colpita".

Ribadendo che "nessun cubano è mai rimasto né mai rimarrà abbandonato a seguito di un disastro naturale", l'Avana ha dunque rifiutato il prezioso assegno di Washington.
"Cuba non accetterà un cosiddetto aiuto proveniente dal governo del paese che ci aggredisce e cerca di farci arrendere per fame e necessità - si legge ancora nel comunicato - Cuba supererà questa situazione con lo sforzo e l’impegno del suo popolo e della sua Rivoluzione.

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