CENTOMOVIMENTI NEWS - 31 AGOSTO 2004
Cecenia: è guerra fredda tra Mosca e Washington
REDAZIONE

La notizia che il candidato prediletto di Mosca si è imposto con il 73 per cento delle preferenze nelle elezioni cecene qualche dubbio lo ha fatto venire a tutti. Il quasi plebiscito incassato da Alu Alkhanov ha soprattutto insospettito gli Stati Uniti che, senza mezze parole, hanno contestato a muso duro la regolarità della tornata elettorale. La Casa Bianca si è così schierata al fianco degli indipendentisti, che avevano subito denunciato un colossale broglio elettorale, ed hanno puntato il dito contro il Cremlino, parlando chiaramente di "elezioni non democratiche".

Una presa di posizione ufficiale, quella dell'amministrazione repubblicana, che arriva dai piani alti dell'apparato governativo di Washington, addirittura dal Dipartimento di Stato. Per Richard Boucher, portavoce del segretario Colin Powell, durante le consultazioni "si sono registrate gravi incongruenze". Insomma, le elezioni "non soddisfano i criteri internazionali" perchè macchiate da "palesi irregolarità".
"Ora Alkhanov avrà il difficile compito di ampliare la sua base di consenso tra la popolazione cecena - ha aggiunto Boucher, visibilmente preoccupato per il verdetto delle urne - e di introdurre un vero pluralismo nel processo politico".
Il portavoce di Powell ha inoltre intimato al Governo di Mosca (ma anche agli esponenti ceceni) di "porre fine a tutte le violazioni in materia di diritti umani".

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