
Dopo una lunga indagine l'Agenzia internazionale per l'energia atomica,
su richiesta di Regno Unito, Germania e Francia, ha certificato la
sospensione, da parte del regime iraniano, del programma di
arricchimento dell'uranio.
Una decisione, quella dell'Aiea, che ha di fatto mandato all'aria i
progetti degli Stati Uniti, che avevano invece chiesto all'Agenzia di
deferire il Paese al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.
E, se il responsabile della politica Estera dell'Unione europea Javier
Solana ha espresso "soddisfazione" per il risultato raggiunto, il
Governo di Teheran è apparso addirittura entusiasta, non esitando a
sottolineare con gioia la sconfitta diplomatica della Casa Bianca.
"Abbiamo dimostrato di essere capaci di isolare gli Stati Uniti
nell'ambito di un'istituzione internazionale - ha affermato il
rappresentante iraniano all'Aiea, Hassan Rowhani - l'esponente americano
era infuriato e in lacrime, tutti dicevano che gli americani avevano
fallito e che noi avevamo vinto".
Nel frattempo il presidente statunitense George W. Bush, pur
riconoscendo che la certificazione dell'Aiea è una buona notizia, ha
assicurato che il suo Governo continuerà a monitorare la situazione
nucleare iraniana.
"La scelta dell'Iran di sospendere i programmi nucleari rappresenta un
passo positivo - ha affermato - ma non conclusivo".
Il leader repubblicano ha poi ricordato che Teheran non si è però ancora
impegnata "a terminare i propri programmi" e che gli impegni presi dagli
"iraniani devono ancora essere verificati".
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