
Si è aperta, all'interno del centrodestra, la discussione sul delicato
tema delle modifiche all'attuale
normativa sulla par condicio, una legge che il presidente del Consiglio Berlusconi ha sempre definito
"liberticida". Lo ha oggi annunciato, intervenendo ai microfoni di Radio
Radicale, il vice coordinatore di Forza Italia Fabrizio Cicchitto.
"È aperta la discussione su eventuali modifiche della par condicio - ha affermato - ma non c'è nulla di drammatico:
negli Stati Uniti la legge sulla par condicio non c'è, eppure c'è stata
una campagna elettorale di grande libertà. È aperta la discussione, ma
sempre nel rispetto assoluto della libertà d'informazione".
Insomma, secondo il deputato azzurro "non c'é nessuna possibilità" che,
attraverso questa rivoluzione, "venga lesa la democrazia".
Non la pensano così, ovviamente, gli esponenti delle opposizioni, sempre
più preoccupati per i progetti della Maggioranza.
Secondo il diessino Vannino Chiti "i tentativi di colpire la par
condicio sono sotto gli occhi di tutti, mentre per il comunista Pino
Sgobio "mettere mano adesso alla legge sulla par condicio, magari per
dare via libera agli spot a pagamento, sarebbe una sorta di golpe, un
attacco alla democrazia".
"Come conferma anche oggi Cicchitto con le sue dichiarazioni - ha
aggiunto il verde Paolo Cento - il governo e la maggioranza di
centrodestra stanno preparando un colpo di mano a pochi mesi dalle
elezioni per favorire la posizione predominante di Berlusconi sui mezzi
di comunicazione".
Soltanto ieri, il leader del centrosinistra Romano Prodi aveva chiesto
al capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi di vigilare affinché non
vengano compiute delle violazioni alla vigilia della tornata elettorale
del 2006.
In particolare, l'ex presidente del Consiglio aveva posto l'accento
proprio sui progetti della Casa delle Libertà di modificare la legge
elettorale e la normativa sulla par condicio in prossimità delle
elezioni politiche.
Cicchitto ha spiegato che all'interno della coalizione di centrodestra
si è aperta una discussione, ma in realtà il presidente del Consiglio
Silvio Berlusconi ha già da tempo preparato la sua bozza per il
cambiamento della normativa.
Secondo il Cavaliere bisognerà permettere ai partiti di mandare in onda
tutti gli spot elettorali a pagamento che vogliono. Via tutte le
restrizioni e tutti i limiti: pubblicità politica anche fino al giorno
prima della consultazione. Per quel che concerne gli spazi televisivi
gratuiti, invece, questi saranno ripartiti tra le diverse forze
politiche in base ai voti presi nelle precedenti elezioni.
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