
"La nota ufficiale del presidente Casini, che esprime stima ed amicizia
all'onorevole Marcello Dell'Utri è sconcertante ed evidenzia come sia
stato ormai perso qualsiasi senso di responsabilità istituzionale".
"Magistratura democratica" non ha per nulla gradito l'iniziativa del
presidente della Camera Pier Ferdinando Casini, che ha ieri telefonato a
Marcello Dell'Utri alla vigilia della sentenza del processo palermitano
che vede il parlamentare azzurro imputato per concorso esterno in
associazione mafiosa davanti al collegio presieduto dal Dottor Leonardo
Guarnotta.
"Che la terza carica dello Stato - ha spiegato il Dottor Claudio
Castelli - esprima tali sentimenti ad un parlamentare della Repubblica
imputato di gravi reati, mentre è in corso la camera di consiglio del
suo processo, è fatto grave che non si può in alcun modo sottacere o
trascurare. Un altro preoccupante segno del degrado istituzionale in
corso".
Un concetto analogo era ieri stato espresso dall'ex presidente della
Repubblica Francesco Cossiga che, bollando come "una gaffe
istituzionale" la telefonata di Casini al senatore, aveva chiarito che
la terza carica dello Stato non può chiamare un imputato per gravi reati
che potrebbe domani essere un pregiudicato per mafia.
"L’Onorevole Casini da privato cittadino può telefonare a chi gli pare,
ma se rende pubblica la telefonata vuol dire che intende dargli una
valenza politica ed istituzionale - aveva ieri dichiarato il leader
dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro -
non si è mai visto in alcun Paese civile che la terza carica dello Stato
telefoni ad un imputato per associazione a delinquere in attesa di
sentenza, delegittimando, in tal modo, il lavoro dei giudici che stanno
per riunirsi in camera di consiglio".
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