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CENTOMOVIMENTI NEWS - 2 DICEMBRE 2004
Castelli mette fretta a Ciampi e il presidente si indigna
REDAZIONE

Il ministro della Giustizia Roberto Castelli, subito dopo l'approvazione definitiva della riforma dell'ordinamento giudiziario da parte del Parlamento, aveva ieri espresso l'auspicio che la legge potesse essere firmata al più presto dal presidente della Repubblica e "promulgata quanto prima".
Parole che hanno provocato l'indignazione del Colle che, attraverso una nota, ha chiarito che Carlo Azeglio Ciampi non ha alcun bisogno di essere "sollecitato" per compiere il proprio dovere.
"In relazione a sollecitazioni al Capo dello Stato attribuite al Ministro della Giustizia Senatore Roberto Castelli - si legge nel comunicato - negli ambienti del Quirinale si sottolinea che il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi - anche in questa occasione, così come ha fatto sempre - eserciterà le prerogative costituzionali che gli competono nei tempi stabiliti dalla Costituzione".

L'invito del Guardasigilli è probabilmente stato una conseguenza del timore che il presidente possa non firmare la legge, rimandandola alle Camere.
Sono infatti in molti, e tra loro anche il ministro leghista, a pensare che Ciampi non "approverà" la Riforma della Giustizia del centrodestra.
A fine settembre Oscar Luigi Scalfaro aveva chiesto a Ciampi di non firmare una Riforma che rappresenta "un'aggressione" e un "accanimento politico" contro i Giudici.
"Il capo dello Stato - aveva spiegato - non dico può, ma deve non firmare se la legge che gli viene sottoposta ha calpestato in qualche modo la Carta costituzionale".

Questa mattina, un altro ex inquilino del Quirinale, il senatore Francesco Cossiga, si è detto sicuro che "questa riforma non sarà mai applicata".
"Anzitutto, a bocciarla in prima istanza sarà il capo dello Stato, che notoriamente è un forte giustizialista e un sostenitore dell'Associazione nazionale magistrati - ha osservato - è noto a tutti che Ciampi si è già impegnato con l'Anm a rinviare la legge al Parlamento, che non credo avrà la forza di riapprovarla, dati gli orientamenti pro-magistrati sia dell'Udc che di An".

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