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CENTOMOVIMENTI NEWS - 2 DICEMBRE 2004
Flavio Cattaneo difende il Cda della tv pubblica
REDAZIONE

Il Direttore Generale della Rai Flavio Cattaneo ha bocciato la delibera, presentata ieri dalle opposizioni in commissione di Vigilanza, che chiedeva l'azzeramento del Consiglio di Amministrazione della Rai, rimasto con soli quattro consiglieri dopo le dimissioni del presidente Lucia Annunziata.
"La revoca del Cda è possibile con giusta causa - ha affermato - giusta causa vuol dire Azienda in perdita, concordato fallimentare: ipotesi che non ricorrono".

Con il documento presentato ieri, gli esponenti del centrosinistra avevano invitato il "ministro dell'Economia Domenico Siniscalco, nella sua qualità di rappresentante dell'assemblea degli azionisti, a richiedere formalmente le dimissioni dei consiglieri".
"Bisogna procedere - si leggeva nella delibera - in caso di inerzia o diniego, alla loro revoca, in aderenza alla presente delibera della commissione di Vigilanza, adottata ai sensi e per gli effetti dell'art. 20 della legge 112, a quanto disposto dal Codice civile".

La proposta era già stata bocciata nel pomeriggio di ieri dal forzista Paolo Romani, per il quale "la revoca del cda non sta né in cielo né in terra".
"Privare l'Azienda in questo particolare e delicato momento (con la privatizzazione in corso, ndr) di un vertice forte ed autorevole sarebbe un pessimo segnale ai mercati - ha spiegato l'esponente azzurro - d'altro canto non si capisce questo protervo e continuo attacco della sinistra al Consiglio di amministrazione: la Rai è oggi una azienda economicamente sana, è leader degli ascolti anche a livello europeo, fa una informazione gradita ai cittadini, ha varato la rivoluzione tecnologica con il digitale e sta portando in porto la privatizzazione. Non si capisce cosa vada cercando la sinistra".

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