
La Consulta ha oggi dichiarato inammissibili o infondate le questioni di
legittimità costituzionale sollevate dal Governo contro lo Statuto della
regione Toscana.
Il consiglio dei ministri aveva deciso di interpellare la Corte
Costituzionale lo scorso agosto, affinché fosse verificata la
legittimità di undici punti del documento che, secondo lo staff di
Silvio Berlusconi, apparivano "incompatibili con le norme in vigore". In
particolare, l'Esecutivo si era scagliato contro la "norma che concede
il riconoscimento di tutte le coppie, senza distinzione di sesso".
Nelle settimane seguenti il Consiglio dei ministri aveva bocciato anche
gli Statuti di altre regioni, tutte governate da amministrazioni di
centrosinistra, quasi sempre per motivi analoghi a quelli su cui oggi si
è espressa la Consulta. A questo punto è facile immaginare che la Corte
Costituzionale darà nei prossimi giorni il via libera anche ai documenti
approvati dalla giunte di queste altre giunte regionali.
"Viene premiato il coraggio della politica toscana - ha subito
commentato il segretario dei Ds in Toscana Marco Filippeschi - ancora
una volta siamo un esempio positivo".
Visibilmente soddisfatto anche Alessio De Giorgi, presidente
dell'Arcigay della Toscana, secondo il quale "oggi i cittadini toscani,
ed in particolare i cittadini e le cittadine omosessuali di questa
regione, sono un po' più liberi ed anche decisamente più orgogliosi di
appartenere a questa terra".
“Come associazione regionale di gay e lesbiche – ha aggiunto – non
possiamo rallegrarci di questo "Ko" che la Corte ha dato al Governo ed
alla sua volontà di sbarrare la strada al riconoscimento delle forme di
convivenza diverse da quella basata sul matrimonio che la Regione
Toscana ha, col suo Statuto, capeggiato".
Il via libera arrivato
oggi dalla Consulta, promuove inoltre il diritto di voto agli immigrati
per le elezioni locali.
LEGGI ANCHE:
HOME PAGE |