
"L'Iran deve capire che pagherà a caro prezzo i suoi tentativi di
acquisire armi nucleari". Il primo ministro israeliano Ariel Sharon è
ieri tornato a minacciare il regime di Teheran, colpevole - secondo
Gerusalemme - di continuare imperterrito i suoi piani per arrivare alla
bomba atomica.
"L'Iran acquisirà la capacità tecnica per far operare le centrifughe
nucleari tra alcuni mesi - ha chiarito - per Israele l'acquisizione di
questa tecnologia da parte iraniana nell'impiego di combustibili
nucleari rappresenta il raggiungimento di un punto di non ritorno".
Eppure, soli pochi giorni fa l'Agenzia internazionale per l'energia
atomica, su richiesta di Londra, Parigi e Berlino, aveva
certificato la sospensione del programma di arricchimento dell'uranio da
parte del regime iraniano.
Una decisione, quella dell'Aiea, capace di mandare all'aria i progetti
degli Stati Uniti, che avevano invece chiesto all'Agenzia di deferire il
Paese al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.
Tornando ad Israele, ieri Sharon ha puntato il dito contro Teheran anche
per l'appoggio offerto al terrorismo palestinese.
"Quasi l'ottanta per cento di tutte le attività terroristiche nella
Cisgiordania settentrionale sono guidate e finanziate dagli Hezbollah o
direttamente dagli iraniani - ha affermato - l'Iran continua ad
espandere il proprio coinvolgimento negli attentati all'interno di
Israele, servendosi soprattutto di una minoranza di arabi israeliani,
piccola ma estremista, che l'Iran sostiene e dirige".
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