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CENTOMOVIMENTI NEWS - 3 DICEMBRE 2004
Par condicio e legge elettorale: opposizioni ancora in allarme
REDAZIONE

"La minaccia della destra di abrogare la par condicio radiotelevisiva è di una gravità insolita e inedita persino rispetto alle consuete pratiche della Casa delle libertà".
Il diessino Vincenzo Vita ha oggi ribadito le sue preoccupazioni per l'annuncio, da parte della Casa delle Libertà e dello stesso premier, di una imminente modifica della legge sulla par condicio.
Secondo l'esponente della Quercia, "nell'attuale già abnorme concentrazione televisiva, resa più inquietante dall'esistenza del conflitto di interessi che riguarda direttamente il presidente del Consiglio, stravolgere la legge 28 del 2000 significa dare il via al regime".
"L'uso libero degli spot - ha aggiunto Vita - e il clamoroso vantaggio offerto a chi è già presente e più forte nelle aule istituzionali nel computo dei tempi previsti per la comunicazione politica, rappresentano un colpo di mano, che può incrinare ulteriormente l'edificio democratico".

Per quanto riguarda invece la legge elettorale, che la Casa delle Libertà "minaccia" di modificare entro le elezioni politiche del 2006, si è invece detto possibilista al dialogo il leader di Rifondazione Comunista Fausto Bertinotti.
"Se domani si discute in Parlamento su un'ipotesi di proporzionale, eccomi qua - ha spiegato - ma proporzionale vuol dire una cosa precisa: il sistema elettorale tedesco".
Anche Bertinotti, però, non ha nascosto timori e perplessità davanti alla possibilità che il Cavaliere voglia semplicemente varare una legge destinata ad aiutare la sua coalizione a vincere le elezioni.
"Se si vuole fare un trucco elettorale, non ci stiamo - ha chiarito - Berlusconi lo ammette, quando dice che bisogna mettere insieme due schede elettorali perché così si prendono più voti".

Tornando invece alla par condicio, hanno commentato la questione anche i radicali che, attraverso Marco Beltrandi, hanno bocciato i progetti del centrodestra, ma hanno anche voluto ricordare che la normativa vigente "è stata sino ad oggi quasi costantemente violata".
"Se proprio di legge bavaglio qualcuno volesse parlare, come ha fatto Berlusconi ancora oggi, dovrebbe quantomeno qualificarlo come strappato, e non attribuire alla legge effetti che essa non ha mai potuto esercitare - ha concluso - continuare a sostenere che la par condicio avrebbe impedito alle principali forze politiche di comunicare con gli elettori a vantaggio delle forze minori significa sostenere un falso storico clamoroso".

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