
I giovani di Alleanza Nazionale prendono le distanze dagli esponenti
della Casa delle Libertà, impegnati in queste ore ad esprimere la loro
vicinanza al senatore Marcello Dell'Utri, condannato a nove anni di
carcere per concorso esterno in associazione mafiosa.
Per "Azione giovani" quella del Tribunale di Palermo è "una sentenza che
sorprende", ma la solidarietà che il centrodestra ha oggi dimostrato a
Dell'Utri è proprio difficile da mandare giù.
"I giovani di Alleanza Nazionale non solidarizzano con i politici
condannati per mafia. Da sempre stiamo dalla parte della legalità e
della lotta alla mafia nel nome di uomini come Paolo Borsellino - ha
commentato uno dei coordinatori di Azione giovani in Sicilia, Mauro La
Mantia - tuttavia ci auguriamo, per tutto il centrodestra, che questa
sentenza non venga confermata dagli altri gradi di giudizio".
I giovani di An hanno in questo modo lanciato indirettamente un duro
rimprovero ai vertici del loro stesso partito, che sull'altare
dell'alleanza con Silvio Berlusconi hanno da tempo sacrificato quello
che era uno dei migliori cavalli di battaglia dell'Msi: la legalità.
Bisogna riconoscerlo: decisamente fascisti, ma sul fronte della lotta
alla mafia il partito di Almirante ha sempre combattuto in prima linea.
L'attuale dirigenza di An ha invece deciso di difendere il senatore ed
ha puntato il dito contro i Magistrati. Per Ignazio La Russa il verdetto
"non è rassicurante, per chi teme un'influenza della giustizia nella
politica".
"Mi riesce davvero impossibile - ha aggiunto - dare credibilità alle
tesi accusatorie secondo cui Dell'Utri sarebbe colluso con la mafia".
I tempi delle monetine sulla testa di Bettino Craxi sono davvero
lontani.
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