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CENTOMOVIMENTI NEWS - 11 DICEMBRE 2004
L'anomalia italiana e le Democrazie occidentali
DARIO MIGLIUCCI

I drammatici fatti di queste ultime giornate sono l'ennesima evidente prova che il "caso Italia" rappresenta una vera anomalia tra le cosiddette "Democrazie occidentali".
La seconda metà di questa settimana è stata infatti una vera tragedia per il nostro Paese: un senatore della Repubblica, Marcello Dell'Utri, è stato condannato a nove anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa; un deputato, Vincenzo Nespoli, è stato giudicato colpevole di concussione; il sindaco di una grande città come Trapani, Girolamo Fazio, giovedì è stato rinviato a giudizio per abuso d'ufficio e violenza privata; mentre il simbolo della politica italiana degli ultimi dieci anni, Silvio Berlusconi, già condannato per falsa testimonianza nell'ambito del processo relativo alla sua iscrizione alla loggia massonica eversiva P2 e pluri-assolto in numerosi altri processi grazie a "leggi ad personam", come quella che ha depenalizzato il falso in bilancio, è stato ieri graziato per l'ennesima volta da una condanna solo per prescrizione.
Tutto questo in soli tre giorni. E non va molto meglio se volgiamo lo sguardo al passato, con il simbolo della politica italiana degli anni '80, il socialista Bettino Craxi, costretto alla latitanza all'estero per sfuggire alle manette e con il simbolo della politica italiana dell'intero dopoguerra, lo scudocrociato Giulio Andreotti, dichiarato colluso con la mafia e assolto per prescrizione. Solo per citare i nomi più eclatanti.

Nel frattempo, che succede nel resto del mondo? E' di questa mattina la notizia che Bernard Kerik, l'uomo che il presidente americano George W. Bush aveva scelto come responsabile della sicurezza interna, ha rinunciato all'incarico perché sospettato di non aver pagato i contributi ad una sua collaboratrice domestica.
Gli Stati Uniti sono un Paese strano: siamo di fronte ad una Nazione che a momenti incarcerava il proprio presidente, il democratico Bill Clinton, perché aveva negato, mentendo in sede Istituzionale, di aver tradito la moglie.
Ma, soprattutto, gli Stati Uniti hanno una strana abitudine: i politici, prima di entrare a far parte dell'amministrazione della Casa Bianca, vengono accuratamente messi sotto torchio dall'Fbi.
Le cose funzionano più o meno allo stesso modo anche da questa parte dell'oceano, la scorsa settimana il ministro degli Interni del Regno Unito è finito nell'occhio del ciclone. L'accusa (a noi italiani viene quasi da ridere) è quella di aver accelerato le pratiche per il permesso di soggiorno della governante della sua ex amante. Rischia di essere processato per "abuso di potere".

Lo si può affermare con granitica certezza: per i parlamentari del nostro Paese "spingere" la pratica di un amico (figuriamoci quella di un'amica), è praticamente la prassi. Il popolo dello Stivale ormai non si scandalizza neanche quando viene a sapere che un parlamentare o un ministro è stato condannato per tangenti o per mafia. Figuriamoci per queste inezie.
I cittadini di Stati Uniti e Gran Bretagna si indignano per molto meno, ma anche la Francia, come del resto tutti i Paesi dell'Europa dell'Ovest e del Nord America, è anni luce lontana da noi.
Dopo essere stato condannato in primo grado per un giro di tangenti al Comune di Parigi, Alain Juppè si è dimesso dalla presidenza del partito Union pour un mouvement populaire, la formazione politica di Jacques Chirac.
Prima di essere coinvolto nello scaldalo, Juppè era considerato il delfino del Capo di Stato francese, probabilmente destinato a presentarsi alle elezioni presidenziali 2007. Dopo la sentenza di secondo grado l'ex premier francese ha annunciato le dimissioni anche dalla carica di sindaco di Bordeaux.

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