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CENTOMOVIMENTI NEWS - 11 DICEMBRE 2004
La Giustizia si abbatte su Marcello dell'Utri: nove anni "per mafia"
REDAZIONE

Solo pochi giorni fa il presidente del Consiglio Berlusconi aveva affermato: "Su Dell'Utri ci metto una, anzi, tutte e due le mani sul fuoco". Questa mattina, dall'aula bunker del carcere Pagliarelli di Palermo, il collegio presieduto dal Dottor Leonardo Guarnotta ha condannato il parlamentare di Forza Italia per concorso esterno in associazione mafiosa a nove anni di reclusione, al pagamento del spese processuali, al risarcimento delle parti civili (danno d'immagine a Provincia e Comune di Palermo) e all'interdizione perpetua dai pubblici uffici. La pubblica accusa, rappresentata dai pm Antonio Ingroia e Nico Gozzo, aveva chiesto undici anni di carcere. Pesante condanna (sette anni) anche per l'altro imputato del processo, Gaetano Cinà, per il quale i pm avevano indicato una pena di nove anni.

"E' evidente che è una sentenza che conferma la validità del materiale probatorio presentato - ha dichiarato subito dopo il verdetto il pubblico ministero Antonio Ingroia - e spazza via tutti gli insulti che ci sono stati rivolti durante questi sette anni".
Di parere opposto l'avvocato difensore di Dell'Utri, Enzo Trantino, anche lui parlamentare, per il quale "ha prevalso la società dei malfattori".
"Neppure il Tribunale di Palermo è riuscito a dominare la mandria di pentiti che si è scagliata contro un cittadino onesto - ha affermato il legale - credevamo che il Tribunale avrebbe controllato la qualità delle accuse, ma non è avvenuto. Questo vuol dire che tutti i cittadini onesti sono in balia di qualunque pentito".

"E' una condanna molto pesante per un fatto molto grave - ha invece commentato la diessina Anna Finocchiaro - è una condanna che non si discosta molto dalle richieste dei Pm".
Si è invece detto "rammaricato da questa sentenza", il vicepresidente del Consiglio Marco Follini.
La scorsa settimana il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini aveva espresso, quando i Magistrati erano già in camera di Consiglio, "stima ed amicizia" all'onorevole Dell'Utri.
Un episodio giudicato "sconcertante" da "Magistratura Democratica" e da diversi esponenti del mondo politico, tra i quali anche l'ex capo dello Stato Francesco Cossiga.

Ieri il senatore di Forza Italia, a margine della cerimonia di inaugurazione della Fiera del Libro Usato di Milano, si era detto sereno.
"Non mi esalterò se sarò assolto, non mi abbatterò se condannato - aveva spiegato - la vita continua come prima anche perché la vicenda non finisce qui. Domani ci sarà la sentenza, poi l'eventuale appello, la Cassazione. Dunque sono più che mai sereno e mi godo la fiera".

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