
Siamo in un paese:
dove ufficialmente il reato di corruzione non è sistematicamente
perseguito perché la giustizia è stata messa in condizioni di non potere
esaurire un processo per delitti di tale natura entro i termini di
prescrizione,
dove viene considerato del tutto normale che dalle tasche del capo del
governo siano usciti i soldi per corrompere giudici e finanzieri,
dove viene considerato del tutto normale che un politico si circondi di
persone legate a cosche mafiose,
dove viene considerato un fatto di civiltà politica la possibilità di
attribuire funzioni di governo del paese a chi si sottrae in tal modo
alla valutazione dei giudici,
dove autorità dello stato, politici e giornalisti mercenari riempiono i
giornali, gli schermi ed il parlamento per esortare i cittadini a
sottrarsi dal formulare giudizi di correttezza politica nei confronti di
governanti ai quali sono pacificamente attribuiti comportamenti del
genere pacificamente accertati nel corso di processi,
dopo è scomparsa la nozione di responsabilità politica e comunemente si
accetta come normale questo modello di moralità politica,
dove un nuovo ordinamento giudiziario porrà i giudici nelle condizioni
di stabilizzare un modello di stato di diritto fondato su questa nuova
nozione di moralità pubblica,
dove è assolutamente necessario utilizzare tutti gi spazi della residua
democrazia che restano per non legittimare come normale una tale
situazione ovvero accettare la progressiva trasformazione in un regime
della democrazia che ci fu consegnata dai Padri Costituenti.
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