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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 13 DICEMBRE 2004
Cuba simula l'invasione americana e avverte: "Siamo pronti a resistere"
REDAZIONE

Sono iniziate oggi a Cuba le più imponenti manovre militari (nome in codice "Bastion 2004") mai realizzate nell'isola dalla fine della guerra fredda. Il regime di Fidel Castro sente il fiato dell'amministrazione americana sul collo ed ha pertanto deciso di mostrare alla Casa Bianca le capacità militari del suo esercito e soprattutto della sua popolazione. La grande simulazione non riguarda infatti solo le forze armate, ma anche la popolazione civile, che in caso di attacco statunitense, assicura L'Avana, reagirà compatta e respingerà l'invasione.

"Queste manovre le facciamo affinché gli Stati Uniti le osservino bene. Serviranno a dimostrare l'unità, la capacità e la preparazione difensiva dei cubani - ha affermato recentemente Raul Castro, ministro della Difesa dell'isola nonché fratello minore del dittatore - gli Stati Uniti non devono commettere l'errore di sottovalutare il nostro popolo, così come hanno fatto in Vietnam e in Iraq".
Ha ovviamente commentato le operazioni anche il presidente Fidel Castro, che ha promesso agli americani "una pesante ed umiliante sconfitta" se proveranno ad invadere l'isola.
"Circa quattro milioni di cittadini parteciperanno agli ultimi due giorni di esercitazioni (che dureranno fino al 19 dicembre, ndr) - ha spiegato il generale Leonardo Andollo, vice capo di stato maggiore delle Forze armate cubane - ogni patriota cubano, ogni rivoluzionario farà la sua parte".

Nel frattempo, la Casa Bianca starà certamente studiando la situazione. Il Governo di George W. Bush non ha mai nascosto il desiderio di sfrattare Castro dall'isola.
Lo scorso 3 dicembre il capo dell'ufficio Affari latino-americani del dipartimento di Stato americano Roger Noriega aveva assicurato che il presidente degli Stati Uniti d'America George W. Bush ha deciso di liberare Cuba dalla tirannia entro lo scadere del suo secondo mandato.
"Io credo fortemente che il popolo di Cuba debba essere libero dal tiranno - aveva affermato lo stesso Bush lo scorso 1 novembre, a poche ore dal voto che lo avrebbe riconfermato presidente - noi non ci daremo riposo fino a quando il popolo cubano non godrà all'Avana delle stesse libertà che ha conosciuto qui in America".

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