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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 14 DICEMBRE 2004
La Lega espone in aula dei cartelli con la scritta: "Papalia nazista"
REDAZIONE

Nel bel mezzo dei lavori parlamentari i leghisti Federico Bricolo e Davide Caparini hanno oggi mostrato alla Camera dei Deputati dei cartelli recanti la scritta "Papalia razzista, Papalia, nazista".
La vittima di questa vile aggressione è il pubblico ministero Guido Papalia, colpevole di aver fatto incriminare nella sua carriera diversi esponenti del Carroccio (tra i quali anche il senatur Umberto Bossi).
"La legge italiana sui reati di opinione è vergognosa, in netto contrasto con la Costituzione, perchè non garantisce la libertà di espressione. E la conferma è proprio il caso del giudice Papalia - ha affermato Alessandro Cé, giustificando il gesto dei suoi compagni di partito - ci sono dei magistrati che perseguono cittadini che hanno come unica colpa quella di denunciare l'illegalità, chiedendo lo sgombero di campi nomadi abusivi".

Il presidente di turno della Camera, Clemente Mastella, è stato costretto a sospendere i lavori e ad allontanare dall'aula il deputato Caparini.
Una manifestazione sconcertante, quella messo in atto dalla Lega, che lo stesso presidente della Camera Pier Ferdinando Casini ha giudicato "grave, oltraggiosa e ingiustificabile".
Non la pensa ovviamente così il ministro della Giustizia Roberto Castelli, camicia verde prima ancora che Guardasigilli. Per lui quella andata in scena a Montecitorio è stata "la libera espressione del pensiero parlamentare".
D'altra parte proprio Castelli, commentando pochi giorni fa la sentenza con la quale il Tribunale di Verona, su richiesta del Pm Papalia, ha recentemente condannato sei leghisti a sei mesi di carcere per "incitamento all'odio e alla discriminazione razziale", aveva affermato: "Nel sistema c'è qualcosa di profondamente sbagliato".

Le parole del ministro era state subito criticate dall'Associazione Nazionale Magistrati, che aveva parlato di "gesto a dir poco inopportuno".
"E' quanto meno anomalo che il ministro della Giustizia vada a dare solidarietà a persone condannate - aveva aggiunto il segretario di Unità per la Costituzione Fabio Roia - privilegiando il suo ruolo politico di esponente della Lega rispetto al suo ruolo istituzionale, crea confusione nell'opinione pubblica, visto che si tratta di persone comunque condannate per fatti previsti come reato dalla legge".

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