
Gli esponenti delle opposizioni della Commissione Giustizia di
Montecitorio hanno abbandonato i lavori parlamentari per protestare contro il
tentativo del centrodestra di varare una legge destinata a salvare dalla
reclusione il deputato di Forza Italia Cesare Previti, condannato in
primo grado ad undici anni di reclusione nell'ambito del processo Imi-Sir e
a cinque anni in quello Sme.
In sostanza la norma è destinata a ridurre i tempi di prescrizione dei
reati e prevede, tra le altre cose, che nel calcolo della condanna non
si possano conteggiare le circostanze aggravanti.
"E' davvero inammissibile - ha affermato il dielle Giuseppe Fanfani - ci
presentano ogni ora un fascicolo di emendamenti e ci danno venticinque
minuti per discuterne".
Per la diessina Anna Finocchiaro il comportamento della Casa delle
Libertà è semplicemente "indegno".
"Abbandoniamo l'Aula della Commissione - ha spiegato l'esponente della
Quercia - e ci dimettiamo dal Comitato dei nove".
Sul piede di guerra anche il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di
Pietro, per il quale "fare una legge per salvare delle persone
condannate, specie se parlamentari e amici di partito, è un atto
politicamente criminale".
"Di fronte a tale persistente insistenza del centrodestra - ha aggiunto
l'ex Pm - nel fare leggi ad personam così sfacciatamente di favore
chiediamo a tutti i parlamentari del centrosinistra, che hanno a cuore
le sorti del Paese, di dimettersi in massa al fine di permettere al
presidente della Repubblica di sciogliere le camere ed andare al voto
anticipato".
Immediata è arrivata la replica del ministro della Giustizia Roberto
Castelli, che ha parlato di una "sinistra ossessionata da Previti".
"E' un problema loro: hanno chiesto in passato l'amnistia, hanno votato
l'indultino per tutti - ha dichiarato il Guardasigilli - vogliono tutti
fuori e Previti dentro".
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