
Il leghista Roberto Castelli ha fatto scuola. Il suo show dello scorso
anno, quando nel piazzale di Montecitorio si mise a cantare (e a
saltare) al ritmo di "chi non salta italiano è .." è stato preso
d'esempio.
Da chi? Dalla delegazione dei "giovani padani" che, imitando il ministro
della Giustizia, hanno ieri intonato davanti all'Europarlamento il
coretto: "Chi non salta Mussulmano è ...".
Le camicie verdi si sono recate a Strasburgo per protestare contro
l'ingresso della Turchia nell'Ue. Un evento che il Carroccio
ha bollato come l'invasione di "un esercito di ottanta milioni di
mussulmani".
Parlando di questa manifestazione, e di quella che si terrà a Milano il
prossimo 19 dicembre, il segretario provinciale della Lega Nord del
capoluogo lombardo Massimiliano Orsatti ha recentamente spiegato che
"l'indice di natalità delle donne turche e delle islamiche in generale è
altissimo" e che "la cultura islamica ha l'istinto di sopraffazione e di
conquista, come è scritto nel Corano".
E così, ispirati da queste dichiarazioni e dallo show del Guardasigilli
dello scorso anno, i "giovani padani" si sono messi a saltare, tra lo
stupore e lo sconcerto degli europarlamentari.
"Un gruppetto di giovani padani ha inscenato nel cortile del Parlamento
europeo di Strasburgo una sgradevole manifestazione contro l'apertura
del negoziato per la futura adesione della Turchia all'Unione
inneggiando al deputato Bossi - ha dichiarato la vice presidente del
Gruppo Pse al Parlamento Europeo Pasqualina Napoletano - siamo curiosi
di sapere cosa ne pensa il ministro degli Esteri italiano Gianfranco
Fini".
Sulla stessa lunghezza d'onda si è espresso anche il presidente della
Delegazione italiana nel Gruppo Pse Nicola Zingaretti, che ha parlato di
"indecente e triste gazzarra".
"L'episodio non meriterebbe alcun commento se non ne fossero stati
testimoni decine di parlamentari europei e di visitatori - ha aggiunto
Zingaretti - meno male che l'Italia non è questa".
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