
"Non sono in discussione la stima e la fiducia nei confronti di
Mastella. Noi del centrosinistra gli abbiamo rinnovato la nostra
amicizia, e io stesso mi unisco a quanti lo hanno invitato a rinunciare
alle dimissioni". Con queste parole il segretario dei Ds Piero Fassino
ha chiesto a Clemente Mastella di ritirare le proprie dimissioni da
vicepresidente della Camera. Il leader dei popolari Udeur aveva deciso
di rinunciare al proprio incarico questa mattina, dopo essere stato
violentemente contestato a Montecitorio da diversi esponenti del
centrosinistra.
In aula si stava discutendo l'inversione dell'ordine del giorno
sull'esame della cosiddetta legge salva-Previti. Le opposizioni,
trovandosi in maggioranza numerica rispetto ai deputati del
centrodestra, avevano chiesto a Mastella di far votare immediatamente il
provvedimento, ma il presidente di turno ha preso tempo permettendo di
fatto ai parlamentari della Casa delle Libertà di arrivare in aula.
Un comportamento non gradito da moltissimi deputati della Gad, che hanno
scandito il coro "vergogna, vergogna" all'indirizzo del numero uno
dell'Udeur (Rosy Bindi gli avrebbe addirittura gridato "venduto").
"Visto che ho subito un'aggressione dalla parte politica che mi ha
eletto - ha affermato Mastella - rimetto il mandato di vicepresidente
della Camera".
Il centrista di minoranza ha subito incassato la solidarietà del
centrodestra, per il vicepresidente del Consiglio Marco Follini
"Mastella è stato vittima di un vento girotondino che soffia in piazza",
mentre per l'aennino Ignazio La Russa "l'aggressione che ha subito
Mastella non ha precedenti".
Immediata la reazione degli esponenti dell'Udeur, per Nuccio Cusumano
"c'è quasi un odio ideologico nei nostri confronti", mentre per Mauro
Fabris "i popolari devono riprendere la propria libertà di iniziativa
politica".
A quel punto il centrosinistra ha deciso di invertire la rotta,
chiedendo a Mastella di tornare sulle sue decisioni. Oltre a Fassino, ha
parlato anche il dielle Pierluigi Castagnetti: "Mastella non si deve
dimettere - ha spiegato - lo abbiamo votato e ha la nostra fiducia".
Poco più tardi il numero della Grande Alleanza Democratica Romano Prodi
ha telefonato a Mastella per invitarlo a non lasciare il suo incarico.
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