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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 15 DICEMBRE 2004
Il centrosinistra chiede a Mastella di ritirare le dimissioni
REDAZIONE

"Non sono in discussione la stima e la fiducia nei confronti di Mastella. Noi del centrosinistra gli abbiamo rinnovato la nostra amicizia, e io stesso mi unisco a quanti lo hanno invitato a rinunciare alle dimissioni". Con queste parole il segretario dei Ds Piero Fassino ha chiesto a Clemente Mastella di ritirare le proprie dimissioni da vicepresidente della Camera. Il leader dei popolari Udeur aveva deciso di rinunciare al proprio incarico questa mattina, dopo essere stato violentemente contestato a Montecitorio da diversi esponenti del centrosinistra.

In aula si stava discutendo l'inversione dell'ordine del giorno sull'esame della cosiddetta legge salva-Previti. Le opposizioni, trovandosi in maggioranza numerica rispetto ai deputati del centrodestra, avevano chiesto a Mastella di far votare immediatamente il provvedimento, ma il presidente di turno ha preso tempo permettendo di fatto ai parlamentari della Casa delle Libertà di arrivare in aula.
Un comportamento non gradito da moltissimi deputati della Gad, che hanno scandito il coro "vergogna, vergogna" all'indirizzo del numero uno dell'Udeur (Rosy Bindi gli avrebbe addirittura gridato "venduto").
"Visto che ho subito un'aggressione dalla parte politica che mi ha eletto - ha affermato Mastella - rimetto il mandato di vicepresidente della Camera".

Il centrista di minoranza ha subito incassato la solidarietà del centrodestra, per il vicepresidente del Consiglio Marco Follini "Mastella è stato vittima di un vento girotondino che soffia in piazza", mentre per l'aennino Ignazio La Russa "l'aggressione che ha subito Mastella non ha precedenti".
Immediata la reazione degli esponenti dell'Udeur, per Nuccio Cusumano "c'è quasi un odio ideologico nei nostri confronti", mentre per Mauro Fabris "i popolari devono riprendere la propria libertà di iniziativa politica".

A quel punto il centrosinistra ha deciso di invertire la rotta, chiedendo a Mastella di tornare sulle sue decisioni. Oltre a Fassino, ha parlato anche il dielle Pierluigi Castagnetti: "Mastella non si deve dimettere - ha spiegato - lo abbiamo votato e ha la nostra fiducia".
Poco più tardi il numero della Grande Alleanza Democratica Romano Prodi ha telefonato a Mastella per invitarlo a non lasciare il suo incarico.

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