
Il presidente dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina Abu
Mazen stupisce ancora e condanna l'uso delle armi a cui il suo popolo è
ricorso in questi tre anni di nuova Intifada.
"I palestinesi hanno pieno diritto a resistere all'occupazione
israeliana - ha dichiarato Abu Mazen - ma non devono ricorrere alla
violenza".
Per il leader dell'Olp, che è anche il candidato di Al Fatah per le
elezioni presidenziali del 9 gennaio, la protesta contro l'occupazione
"deve esprimersi con mezzi popolari e sociali, mentre l'uso delle armi è
nocivo e deve finire".
Solo pochi giorni fa Abu Mazen aveva effettuato un altro passo storico
recandosi in visita ufficiale a Kuwait City dopo anni di gelo tra il
Governo palestinese e quello dell'Emirato.
"Spero che la pagina della sofferenza sia voltata e che se ne apra ora
una nuova - aveva affermato - spero che una nuova era ristabilisca la
fiducia storica tra i dirigenti di questi due popoli fratelli".
Le relazioni tra l'Anp e l'Esecutivo di Kuwait City si erano bruscamente
interrotte nel 1990, quando l'allora presidente dell'Olp Yasser Arafat
diede la sua benedizione all'invasione irachena dell'Emirato, invasione
che avrebbe da lì a pochi mesi dato il via alla prima guerra del golfo.
"Noi chiediamo scusa per le nostre posizioni", ha affermato Abu Mazen
durante il suo incontro con le autorità di Kuwait City.
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