
Il ricercato numero uno al mondo Osama Bin Laden è oggi tornato a
parlare tramite un comunicato audio diffuso sul web. Il "principe del
terrore" ha innanzitutto elogiato gli autori dell'attentato dello scorso
6 dicembre contro il consolato americano di Gedda, costato la vita a
quattro agenti della sicurezza e a tre terroristi. Il leader di Al Qaeda
ha poi affrontato tematiche decisamente politiche, puntando il dito
contro i capi di stato dei paesi arabi.
"Parlano ora di riforme ma sono lontani dalla religione - ha spiegato -
sono le stesse famiglie reali che in passato hanno sostenuto i crociati
contro i musulmani".
Osama Bin Laden ha accusato in modo particolare i reali dell'Arabia
saudita, colpevoli di sostenere "l'America e i loro alleati nella guerra
contro l'Islam".
"Se guardiamo alla politica interna dei nostri paesi vediamo il dominio
dei crociati - ha aggiunto - è evidente l'intromissione degli Stati
Uniti negli affari interni in particolare dell'Arabia Saudita, grazie ad
accordi presi tra gli americani e le famiglie reali, come quella
saudita".
Bin Laden si è detto certo che il modo migliore per sconfiggere "i
nemici dell'Islam" sia quello di "entrare nel gioco delle elezioni, come
in Yemen, Giordania e Egitto".
Il numero uno di Al Qaeda ha poi spiegato che "in questi ultimi anni
sono aumentati i conflitti interni ai principi sauditi", in particolare
per quel che concerne il nome del successore di re Fahd.
"In questo momento c'è un forte scontro nella famiglia reale perchè
Abdullah non è in grado di governare - ha concluso - è meglio che i
fratelli di Abdullah evitino che egli salga al trono, il suo potere
cadrà dal momento che Abdullah non segue i dettami della Sharia, ma
preferisce occuparsi di altro, invece che del governo".
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