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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 16 DICEMBRE 2004
Carlo Azeglio Ciampi rispedisce al mittente la controriforma della Giustizia
REDAZIONE

Il capo dello Stato ha deciso di rinviare alle Camere la Riforma della Giustizia approvata dalla maggioranza di centrodestra.
"Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi - si legge in un comunicato del Quirinale - ha chiesto alle Camere, a norma dell'articolo 74, primo comma, della Costituzione, una nuova deliberazione".
Insomma, dopo aver rispedito al mettente la legge Gasparri sul riordino dell'assetto radiotelevisivo, il Colle ha detto nuovamente no ad una riforma fondamentale del Governo di Silvio Berlusconi. Sembra che Ciampi abbia rivelato nel nuovo ordinamento alcuni punti palesemente in contrasto con la Costituzione. Inoltre, sarebbe stata riscontrata la mancanza di copertura finanziaria.

I rappresentanti delle Istituzioni
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha cercato di minimizzare la gravità della notizia limitandosi ad assicurare che "il ministro competente prenderà in carico la questione" e che la risposta alle problematiche sollevate da Ciampi arriverà "in tempi abbastanza brevi".
"Non credo - ha poi aggiunto - siano questioni così difficili da risolvere".
Velenosa ironia nelle parole dell'ex capo dello Stato Francesco Cossiga, secondo il quale "siamo alla tripletta". Il senatore a vita ha auspicato che "Silvio Berlusconi riesca a evitare la quaterna e la cinquina".
"Rispetto regole e procedure - ha dichiarato il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini - non ho alcun commento da fare perché credo non sia corretto da parte di un presidente di assemblea fare alcun commento. Bisogna solo prendere atto e rispettare le decisioni del capo dello Stato".

La maggioranza
Di fronte alla presa di posizione del presidente della Repubblica la Casa delle Libertà si è divisa. Da una parte coloro che, sulla scia di quanto dichiarato dal Cavaliere, hanno cercato di minimizzare, dall'altra chi ha invece preso con molta serietà questa ennesima bocciatura.
"Da quello che leggo i rilievi del Quirinale non toccano in alcun modo la struttura portante della riforma - ha affermato Gaetano Pecorella - la copertura finanziaria è facilmente aggirabile".
"Si tratta di rilievi marginali e prevedibili" anche per il ministro per le Riforme Roberto Calderoli, mentre per Alessandro Cè basterà provvedere a due o tre modifiche".
Di diverso tono il commento del leader dell'Udc Marco Follini, per il quale "il capo dello Stato va sempre ascoltato con attenzione e rispetto, con tanta più attenzione e tanto più rispetto quando parla come garante della Costituzione".
"Le camere si devono impegnare in un riesame serio che tenga conto dei rilievi del Quirinale - gli ha fatto eco Rocco Buttiglione - la Casa delle Libertà deve valutare serenamente le osservazioni e agire di conseguenza".
Per il forzista Sandro Bondi, infine, "la decisione del Capo dello Stato dimostra quanto difficile sia in Italia procedere sulla strada delle riforme".

Le opposizioni
"La decisione di Carlo Azeglio Ciampi testimonia che era fondata la denuncia d'incostituzionalità della legge giunta dall'opposizione".
Il dielle Pierluigi Castagnetti riassume così lo stato d'animo delle opposizioni, che si sentono oggi ripagate di tutti gli sforzi compiuti in Parlamento per contrastare questa riforma.
"Fare delle leggi a misura delle proprie convenienze calpestando l'interesse generale è ingiusto - ha aggiunto Castagnetti - e porta a queste doverose conseguenze".
Per il diessino Luciano Violante la bocciatura del nuovo ordinamento "è la riprova che il Governo non ha una politica in materia di giustizia".
"Nel giorno in cui lo stesso governo favorisce il crimine riducendo i termini della prescrizione per parecchi reati - ha chiarito l'esponente della Quercia - si trova a dover prendere atto della necessità di rivedere da capo una legge assurda che non darà alcun vantaggio ai cittadini e che però pone le premesse per un controllo politico sui magistrati".
E, se per Oliviero Diliberto "fallisce il tentativo di limitare l’autonomia e l’indipendenza della magistratura", per Antonio Di Pietro "continuare a tirare la corda, come stanno facendo quelli della Casa delle Libertà, rischia di esasperare l'opinione pubblica e provocare anche una rivolta dagli esiti imprevedibili".

I Magistrati
Inevitabile la soddisfazione dell'Associazione Nazionale Magistrati. Il vice presidente del sindacato delle Toghe Piero Martello ha voluto sottolineare che "il giudizio del capo dello Stato evidenzia aspetti di incostituzionalità già a suo tempo da noi segnalati".
"Auspico - ha poi continuato - che questo rinvio venga colto dal Parlamento per procedere a un profondo esame della legge e per migliorare una riforma che al momento appare pessima".

I movimenti
"E' ufficiale: un comunicato del Quirinale ha dato notizia pochi minuti fa che il Capo dello Stato rimanda al mittente la ripugnante legge delega". I Girotondini non nascondono la propria euforia e sul web si festeggia la notizia tanto attesa.
I vari movimenti hanno inondato le caselle di posta elettronica dei propri simpatizzanti di mail nelle quali si ringrazia il capo dello Stato per non aver firmato la legge.
"Grande presidente - si legge nella newsletter inviata da Communitas 2002 - dopo l'approvazione alla Camera dell'inqualificabile Legge Salva/Previti il segnale del Capo dello Stato è forte: non si può, o meglio non si deve abusare del potere legislativo, cioè della dittatura della maggioranza a propri fini personali".

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