
Ancora una volta i lavori nell'aula di Montecitorio sono stati sospesi a
causa di una protesta della Lega Nord. Questa volta i deputati padani
hanno interrotto il discorso del forzista Nitto Palma, che stava
affrontando tematiche legate alla giustizia, per esporre uno striscione
contro l'ingresso della Turchia nell'Unione europea. Gli esponenti del
Carroccio Alessandro Cè e Sergio Rossi hanno infatti mostrato un
manifesto (poi rimosso dai commessi) con la scritta: "No alla Turchia
nella Ue". Il presidente di turno Alfredo Bondi ha sospeso la seduta.
"Voglio vedere - ha commentato in Transatlantico il presidente dei Verdi
Alfonso Pecoraro Scanio - se Casini espellerà Cè e gli altri esponenti
della Lega". Subito dopo è arrivata la dura reazione del presidente
della Camera, secondo il quale la protesta della Lega è "l'ennesimo
inqualificabile episodio che turba i lavori dell'aula".
"E' un gesto irresponsabile - ha chiarito il centrista - verranno prese
decisioni adattate a una circostanza grave".
Mercoledì scorso i leghisti Federico Bricolo e Davide Caparini avevano
mostrato alla Camera dei cartelli recanti la scritta "Papalia razzista,
Papalia nazista".
Nel mirino delle camicie verdi il pubblico ministero Guido Papalia,
colpevole di aver fatto incriminare nella sua carriera diversi esponenti
del Carroccio (tra i quali anche il senatur Umberto Bossi).
Il presidente di turno della Camera, Clemente Mastella, era stato
costretto a sospendere i lavori e ad allontanare dall'aula il deputato
Caparini.
Anche in quel caso Pier Ferdinando Casini aveva giudicato l'azione del
Carroccio "grave, oltraggiosa e ingiustificabile".
Giovedì, invece, una delegazione di giovani padani aveva intonato nel
piazzale antistante l'Europarlamento di Strasburgo il coretto: "Chi non
salta Mussulmano è ...", tra lo stupore e lo sconcerto degli
europarlamentari.
"Un gruppetto di giovani padani ha inscenato nel cortile del Parlamento
europeo una sgradevole manifestazione contro l'apertura del negoziato
per la futura adesione della Turchia all'Unione inneggiando al deputato
Bossi - aveva dichiarato la vice presidente del Gruppo Pse al Parlamento
Europeo Pasqualina Napoletano - siamo curiosi di sapere cosa ne pensa il
ministro degli Esteri italiano Gianfranco Fini".
Sulla stessa lunghezza d'onda si era espresso anche il presidente della
Delegazione italiana nel Gruppo Pse Nicola Zingaretti, che aveva parlato
di "indecente e triste gazzarra".
"L'episodio non meriterebbe alcun commento se non ne fossero stati
testimoni decine di parlamentari europei e di visitatori - aveva
aggiunto Zingaretti - meno male che l'Italia non è questa".
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