
E’ stata proprio un’imboscata l’approvazione della legge salva-Previti
perché formata da un testo estremamente complesso di cui i deputati, per
le modalità rapidissime di presentazione ed approvazione, non sono stati
in condizioni di comprenderne tutti gli effetti perversi sui processi in
corso.
Ora che si dispone del testo completo si apprende che essa accorcia la
prescrizione per quasi tutti i reati pendenti che non siano stati
commessi da recidivi e che non riguardino i reati di associazione a
delinquere aggravata, associazione mafiosa e sequestro di persona a
scopo di estorsione.
Con un colpo di mano è stato radicalmente cambiato il meccanismo di
calcolo della prescrizione e prevista la sua applicazione retroattiva.
Riguarda, infatti, tutti i processi in corso di cui per la loro
complessità sia previsto il completamento di tutto l’iter processuale ai
margini dei termini attuali di prescrizione (e sono tanti). In caso di
sua approvazione anche da parte del Senato finirebbero pertanto in
prescrizione, oltre ai processi a carico dei settantenni e di persone a
cui favore siano concesse le attenuanti prevalenti, automaticamente
anche quasi tutti i processi per reati aggravati ed una quantità
imprevedibile di processi per reati gravissimi, tra i quali quelli per
bancarotta ed usura.
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