
"Quella che oggi la Camera scrive non è una bella pagina". Con queste
parole il centrista Bruno Tabacci ha commentato a caldo l'approvazione,
da parte della Camera dei Deputati, della cosiddetta legge
"salva-Previti", una norma che secondo quanto denunciato in aula dalle
opposizioni è stata ideata al solo scopo di salvare il parlamentare di
Forza Italia Cesare Previti dalla galera.
L'esponente dell'Udc si sente in questo frangente più vicino alle
posizioni del centrosinistra che a quelle della Casa delle Libertà. I
partiti della Grande Alleanza Democratica parlano di legge "ad
personam"? Tabacci conferma: "Norme legate alla storia personale di un
imputato".
"Non credo che sia stato saggio ancorare la politica della giustizia
della maggioranza ad alcuni processi - ha affermato in perfetto stile
girotondino - aver inseguito provvedimenti parziali ha finito per
determinare una rottura progressiva con il nostro elettorato".
Secondo l'ex Democristiano "le cose bisogna farle in maniera che possano
reggere". "Abbiamo rincorso per tre anni i processi di Milano, quando
invece dovevamo lavorare su un progetto di riforma complessiva e
dovevamo ricercare le convergenze più ampie - ha aggiunto il presidente
della commissione attività produttive della Camera commentando la
mancata firma del presidente della Repubblica alla Riforma della
Giustizia - penso che la materia della giustizia abbia bisogno di
recuperare un percorso di importanti convergenze parlamentari. Staremo
molto attenti ai rilievi del Quirinale e il Parlamento farà ciò che è
suo dovere fare".
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