
Continua il braccio di ferro tra il regime cubano di Fidel Castro e
l'amministrazione americana di George Bush. Una guerra di nervi,
combattuta con le armi della propaganda e delle provocazioni.
Nelle ultime settimane la Casa Bianca ha ribadito con forza la propria
volontà politica di esportare la democrazia nell'isola: una lunga serie
di annunci, promesse e minacce nelle quali veniva assicurata l'imminente
fine del "governo del tiranno".
Castro ha risposto alle parole con i fatti, organizzando le più
imponenti esercitazioni militari mai realizzate nell'isola dalla fine
della guerra fredda.
"Queste manovre le facciamo affinché gli Stati Uniti le osservino bene -
ha spiegato il ministro della Difesa di Cuba - gli
Usa non devono commettere l'errore di sottovalutare il nostro
popolo, così come hanno fatto in Vietnam e in Iraq".
Ma la scorsa settimana per il regime è arrivata una improvvisa doccia
fredda, Alina Salgado, una delle nipoti del presidente cubano, ha scelto
di diventare cittadina degli Stati Uniti. A quel punto, Washington ha
deciso di sferrare un altro attacco, posizionando nella parte americana
dell'isola dei giganteschi alberi di Natale, ben visibili dai cittadini
cubani, con delle decorazioni recanti il numero 75, vale a dire il
numero dei dissidenti arrestati lo scorso anno dalle autorità di Castro.
Immediata la replica del regime, che ha fatto posizionare dei grossi
cartelloni sul lungomare dell'Avana nel quale vengono mostrate le
immagini delle torture praticate dai soldati statunitensi in Iraq. C'è
anche una grossa svastica e la scritta "Fascisti made in Usa". In un'altra immagine dei militari americani tengono sotto il tiro dei loro
fucili dei bambini iracheni. Ironico e velenoso, il manifesto recita:
"Buon Natale".
Un segno di disgelo, in questa escalation di provocazioni, è invece
arrivato grazie all'accordo firmato ieri tra Fidel Castro e un gruppo di
imprenditori statunitensi. L'Esecutivo de L'Avana, con il benestare
della Casa Bianca, ha acquistato prodotti alimentari (grano, soia, latte
in polvere e pollame) per un valore di 125 milioni di dollari.
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