
Prima un litigio scatenato al fine di ottenere una poltrona di
Governatore per un membro del suo partito, poi le finte dimissioni (alla
fine ritirate) dopo una contestazione subita in aula da parte di alcuni
esponenti del centrosinistra, ora una nuova polemica sulla ragione
stessa per la quale fare entrare i Popolari-Udeur nella Grande Alleanza
Democratica.
Clemente Mastella continua a fare i capricci e si ostina a tenere sulle
spine la coalizione di Romano Prodi.
"Lunedì andrò al vertice della Gad solo se ci sono le condizioni, se ci
sono incontri preliminari per fugare ogni dubbio - ha affermato ieri
durante un congresso provinciale dell'Udeur - se così non è, pazienza".
Il centrista ha però voluto ribadire che in caso di mancato accordo con
il centrosinistra, non accetterà il corteggiamento della Casa delle
Libertà.
"Non siamo voltagabbana, restiamo oppositori di centro - ha chiarito - è
possibile e in che termini possiamo stare nel centrosinistra? Se lunedì
non ci sarà una risposta, non sono io che rompo, ma loro. Nel limbo non
possiamo più stare".
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