
"Il mio giudizio sull'attuale Consiglio di amministrazione lo esprimo
subito: non è quello scelto dai presidenti delle Camere".
La terza carica dello Stato Pier Ferdinando Casini ha deciso di non
continuare a restare in silenzio di fronte ad un Consiglio di
Amministrazione della Rai che da molti mesi rappresenta solo la Casa
delle Libertà.
Il centrista ha ricordato che i presidenti delle Camere "avevano optato
per una formula che prevedeva una presidenza di garanzia,
rappresentativa di aree culturali di opposizione, sulla base del
precedente della presidenza della commissione di Vigilanza". Invece,
dopo le dimissioni del presidente Lucia Annunziata dello scorso maggio,
il Cda è rimasto in carica con i soli quattro Consiglieri di
maggioranza.
"Noi abbiamo scelto quel Consiglio, non questo - ha spiegato - questo ha
connotazioni diverse".
Replicando agli appelli del centrosinistra, che in queste settimane
hanno a più riprese chiesto un intervento volto a ripristinare la
pluralità del consiglio, Casini ha risposto che "i presidenti delle
Camere sono stati opportunamente spogliati dei poteri di nomina del Cda
della Rai e non possono svolgere altro ruolo che quello della moral
suasion".
"Il segretario dei Ds Piero Fassino e i capigruppo dell'opposizione
hanno sollecitato Pera e me ad intervenire, ma qualsiasi intervento
creerebbe un precedente pericoloso di interferenza - ha chiarito - le
regole, quando ci sono, vanno seguite".
Proprio il leader della Quercia, la scorsa settimana, aveva affermato
che "la Rai guidata da un Cda che esprime solo la maggioranza di Governo
è una vergogna".
"E' inaccettabile che si mantenga questa situazione in prossimità di
scadenze elettorali - aveva aggiunto il massimo esponente dei Ds - è una
situazione che va sottoposta alle massime autorità istituzionali del
Paese, chiamando tutti, nessuno escluso, a misurarsi su questo tema che,
tra l'altro, è una delle tante forme con cui si contraddice il messaggio
di Ciampi alle Camere".
Sulla stessa lunghezza d'onda si era espresso anche il presidente della
commissione parlamentare di Vigilanza della Rai Claudio Petruccioli, che
aveva lanciato un "forte allarme" per la presenza, ai vertici della tv
pubblica, di un Consiglio di amministrazione formato solo da membri
vicini alla Maggioranza.
"E' una vergogna dal punto di vista democratico un Cda monocolore come
quello che attualmente guida la Rai - aveva spiegato - è uno scandalo
che in un momento così importante di trasformazione normativa, del
sistema e dell'Azienda Rai, ci sia al vertice dell'Azienda un Cda
monocolore".
Di diverso avviso, invece, il ministro per le Telecomunicazioni Maurizio
Gasparri, che ha oggi replicato al presidente della Camera affermando
che "l'attuale consiglio di amministrazione agisce in piena
legittimità".
"I termini non sono scaduti - ha aggiunto - la nuova legge è già in
vigore e sono state avviate le prime procedure".
LEGGI ANCHE:
HOME PAGE |