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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 20 DICEMBRE 2004
Botta e risposta tra Casini e Gasparri sul Cda della Rai
REDAZIONE

"Il mio giudizio sull'attuale Consiglio di amministrazione lo esprimo subito: non è quello scelto dai presidenti delle Camere".
La terza carica dello Stato Pier Ferdinando Casini ha deciso di non continuare a restare in silenzio di fronte ad un Consiglio di Amministrazione della Rai che da molti mesi rappresenta solo la Casa delle Libertà.
Il centrista ha ricordato che i presidenti delle Camere "avevano optato per una formula che prevedeva una presidenza di garanzia, rappresentativa di aree culturali di opposizione, sulla base del precedente della presidenza della commissione di Vigilanza". Invece, dopo le dimissioni del presidente Lucia Annunziata dello scorso maggio, il Cda è rimasto in carica con i soli quattro Consiglieri di maggioranza.
"Noi abbiamo scelto quel Consiglio, non questo - ha spiegato - questo ha connotazioni diverse".

Replicando agli appelli del centrosinistra, che in queste settimane hanno a più riprese chiesto un intervento volto a ripristinare la pluralità del consiglio, Casini ha risposto che "i presidenti delle Camere sono stati opportunamente spogliati dei poteri di nomina del Cda della Rai e non possono svolgere altro ruolo che quello della moral suasion".
"Il segretario dei Ds Piero Fassino e i capigruppo dell'opposizione hanno sollecitato Pera e me ad intervenire, ma qualsiasi intervento creerebbe un precedente pericoloso di interferenza - ha chiarito - le regole, quando ci sono, vanno seguite".

Proprio il leader della Quercia, la scorsa settimana, aveva affermato che "la Rai guidata da un Cda che esprime solo la maggioranza di Governo è una vergogna".
"E' inaccettabile che si mantenga questa situazione in prossimità di scadenze elettorali - aveva aggiunto il massimo esponente dei Ds - è una situazione che va sottoposta alle massime autorità istituzionali del Paese, chiamando tutti, nessuno escluso, a misurarsi su questo tema che, tra l'altro, è una delle tante forme con cui si contraddice il messaggio di Ciampi alle Camere".

Sulla stessa lunghezza d'onda si era espresso anche il presidente della commissione parlamentare di Vigilanza della Rai Claudio Petruccioli, che aveva lanciato un "forte allarme" per la presenza, ai vertici della tv pubblica, di un Consiglio di amministrazione formato solo da membri vicini alla Maggioranza.
"E' una vergogna dal punto di vista democratico un Cda monocolore come quello che attualmente guida la Rai - aveva spiegato - è uno scandalo che in un momento così importante di trasformazione normativa, del sistema e dell'Azienda Rai, ci sia al vertice dell'Azienda un Cda monocolore".

Di diverso avviso, invece, il ministro per le Telecomunicazioni Maurizio Gasparri, che ha oggi replicato al presidente della Camera affermando che "l'attuale consiglio di amministrazione agisce in piena legittimità".
"I termini non sono scaduti - ha aggiunto - la nuova legge è già in vigore e sono state avviate le prime procedure".

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