
Tornare in piazza San Giovanni? Come si fa a non essere d'accordo con
Padellaro. Chi delle associazioni più riflessive e attive, oltre che movimentistiche, è ancora testardamente sulla breccia e lavora
quotidianamente per non far cadere la tensione morale e politica fra
tutti i cittadini che vogliono comunque contrastare questo abisso di
immoralità e prepotenza, non può non auspicare di ritrovarsi insieme, in
tanti, indignati e uniti nella speranza di operare costruttivamente.
Ogni volta che si dice: si è toccato il fondo adesso non possiamo che
risalire, ci troviamo sul fondo a ... scavare.
L'Italia è diventata il paradigma di come non si governa (non siamo governati, siamo solo in balia di una maggioranza dispotica
che agisce dittatorialmente in favore dei soliti noti); creiamo
imbarazzo in Europa; viaggiando per il mondo dobbiamo sempre chiarire
per chi non abbiamo votato, e comunque siamo riguardati con diffidenza e
compatimento.
Non è per questo che abbiamo fatto tanti sacrifici per entrare in
Europa, dove eravamo orgogliosi e fieri di essere tra le nazioni
fondatrici e convinte europeiste.
Torniamo in piazza, facciamoci forza e combattiamo lo sgomento che
ogni giorno ci attanaglia.
Prepariamoci alle prossime battaglie
sostenendo l'opposizione parlamentare che, con i numeri che ha, più di
tanto non può fare di fronte alla protervia, al malaffare, al conflitto
di interessi, alla collusione con la mafia, alla completa sudditanza di
fronte al potere mediatico ed economico.
E ricordiamoci più spesso (e ricordiamolo al mondo) che Berlusconi non
governa legittimamente perchè è stato eletto dal popolo italiano, perchè
non era eleggibile in quanto titolare di concessioni governative. I voti
raccolti con la forza delle televisioni e dello strapotere economico
(che ora verranno esaltati e condizioneranno le prossime campagne
elettorali) non sono un lavacro che tutto purifica e giustifica.
Torniamo in piazza e facciamoci sentire.
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