
Oltre sedici anni dopo la fine di una guerra che provocò centinaia di
migliaia di morti, la tensione tra l'Iran e l'Iraq è destinata a tornare
altissima.
Ieri il regime di Teheran ha reso noto che chiederà al nuovo Governo di
Baghdad, quello che sarà eletto in occasione delle elezioni di gennaio,
il risarcimento dei danni provocati dalle truppe di Saddam Hussein
durante gli otto anni di quella sanguinosa guerra. Danni che sarebbero
stati stimati in mille miliardi di dollari.
"La richiesta di riparazione è un nostro diritto", ha spiegato il
portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Hamid Reza Assefi.
Nel frattempo un altro funzionario del Ministero degli Esteri iraniano,
Masoud Teheran, ha protestato per la detenzione illegittima, nelle
carceri irachene, di oltre millecinquecento cittadini dell'Iran.
Secondo il Governo provvisorio di Baghdad si tratta di terroristi, ma
per Teheran sono solo pellegrini che avevano passato il confine per
recarsi a pregare nei luoghi sacri iracheni.
"È impossibile - ha aggiunto Teheran - mantenere una contatto
continuativo con il Ministero degli Esteri iracheno, data la situazione
caotica che vi è in quel Paese".
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