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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 20 DICEMBRE 2004
I coloni avvertono Sharon: "Non lasceremo le nostre case"
REDAZIONE

"Il governo dovrà costruire migliaia di prigioni per tenerci in galera". Lo affermano con tono di sfida i coloni israeliani che risiedono nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania, persone che entro pochi mesi saranno sfrattate dalle loro case, se necessario anche con la forza, in ossequio al piano di ritiro voluto dal primo ministro Ariel Sharon. E la forza, a quanto pare, sarà proprio necessaria. Il premier, fino a non troppo tempo fa uno dei loro paladini, è diventato negli ultimi mesi il loro nemico più pericoloso.

Pinhas Wallerstein, uno dei leader del Consiglio delle località ebraiche di Cisgiordania e Gaza, ha lanciato la sua sfida all'Esecutivo. Con una lettera ha chiesto a tutti i coloni di resistere, di non lasciare i territori, di mettere in atto la "disobbedienza civile".
"Bisogna far capire al governo che siamo pronti a pagare il prezzo della nostra resistenza non violenta, anche se ciò dovesse costarci il carcere - ha poi aggiunto in un colloquio con una radio israeliana - il governo dovrà costruire migliaia di prigioni per tenerci in galera".

Parole che non hanno impietosito più di tanto il capo del Governo che, dopo l'accordo siglato con i laburisti che gli permetterà di restare alla guida dell'Esecutivo, è sempre più deciso a mandare avanti il suo progetto.
"Le parole di Wallertsein sono gravi - ha spiegato - ma la legge deve essere rispettata".

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