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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 21 DICEMBRE 2004
Bush: "Guantanamo? Critiche ingiuste"
REDAZIONE

Il presidente degli Stati Uniti George W. Bush ha ieri affrontato lo scottante tema delle torture inflitte dai militari americani ai prigionieri catturati nel corso della guerra al terrorismo internazionale.
In particolare Bush si è soffermato sulle condizioni di vita nel carcere di Guantanamo, dove secondo decine di associazioni umanitarie sarebbero state commesse delle palesi violazioni dei diritti umani.
"Le critiche rivolte alla mia Amministrazione sono ingiuste, la gente che dice che l'America non è più uno stato di diritto danneggia la nostra reputazione - ha spiegato il capo di Stato Usa durante la consueta conferenza di fine anno - noi ci atteniamo alle decisioni delle nostre Corti che hanno permesso ai prigionieri di Guantanamo di avere la revisione del loro status, ma prima di rilasciarli voglio essere certo che non tornino ad uccidere".
L'inquilino della Casa Bianca ha poi confermato che, per quanto riguarda Osama Bin Laden, l'Intelligence americana brancola ancora nel buio.
"Se dovessi tirare a indovinare dove si trova Osama Bin Laden, direi in una remota regione al confine tra Pakistan e Afghanistan - ha chiarito - non ho invece bisogno di tirare a indovinare sui danni che abbiamo inflitto alla sua organizzazione: è seriamente indebolita anche grazie alla collaborazione del presidente del Pakistan"

Per quel che concerne l'Iraq, Bush ha innanzitutto voluto sottolineare che nel paese "la vita è meglio ora di quando era sotto Saddam Hussein". Poi ha difeso il segretario alla Difesa Donald Rumsfeld, che in questi giorni è stato travolto da una valanga di critiche proprio a causa della gestione della questione irachena: "E' un uomo rispettabile, sotto una esteriorità rozza".
"Ho fiducia che i terroristi falliranno - ha poi aggiunto - che le elezioni si faranno e che l'Iraq possa diventare una democrazia che rifletta i valori e le tradizioni del suo popolo".
Il leader repubblicano ha poi assicurato che il suo Governo ha intenzione di intensificare la pressione diplomatica ed economica sulla Siria e sull'Iran per fare in modo che ai due paesi non venga la tentazione di interferire sulla tornata elettorale.
Infine, Bush ha parlato dei colloqui di pace tra gli israeliani ed i palestinesi, mostrando tutto il suo ottimismo su una possibile svolta nelle trattative.
"Adesso è il momento di far andare avanti il processo - ha dichiarato - io sono realista sul modo di realizzare la pace, parto dalla constatazione che non ci sarà mai la pace fino a che non sorgerà uno stato realmente democratico sul territorio palestinese".

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