
Il presidente degli Stati Uniti George W. Bush ha ieri affrontato lo
scottante tema delle torture inflitte dai militari americani ai
prigionieri catturati nel corso della guerra al terrorismo
internazionale.
In particolare Bush si è soffermato sulle condizioni di vita nel carcere
di Guantanamo, dove secondo decine di associazioni umanitarie sarebbero
state commesse delle palesi violazioni dei diritti umani.
"Le critiche rivolte alla mia Amministrazione sono ingiuste, la gente
che dice che l'America non è più uno stato di diritto danneggia la
nostra reputazione - ha spiegato il capo di Stato Usa durante la
consueta conferenza di fine anno - noi ci atteniamo alle decisioni delle
nostre Corti che hanno permesso ai prigionieri di Guantanamo di avere la
revisione del loro status, ma prima di rilasciarli voglio essere certo
che non tornino ad uccidere".
L'inquilino della Casa Bianca ha poi confermato che, per quanto riguarda
Osama Bin Laden, l'Intelligence americana brancola ancora nel buio.
"Se dovessi tirare a indovinare dove si trova Osama Bin Laden, direi in
una remota regione al confine tra Pakistan e Afghanistan - ha chiarito -
non ho invece bisogno di tirare a indovinare sui danni che abbiamo
inflitto alla sua organizzazione: è seriamente indebolita anche grazie
alla collaborazione del presidente del Pakistan"
Per quel che concerne l'Iraq, Bush ha innanzitutto voluto sottolineare
che nel paese "la vita è meglio ora di quando era sotto Saddam Hussein".
Poi ha difeso il segretario alla Difesa Donald Rumsfeld, che in questi
giorni è stato travolto da una valanga di critiche proprio a causa della
gestione della questione irachena: "E' un uomo rispettabile, sotto una
esteriorità rozza".
"Ho fiducia che i terroristi falliranno - ha poi aggiunto - che le
elezioni si faranno e che l'Iraq possa diventare una democrazia che
rifletta i valori e le tradizioni del suo popolo".
Il leader repubblicano ha poi assicurato che il suo Governo ha
intenzione di intensificare la pressione diplomatica ed economica sulla
Siria e sull'Iran per fare in modo che ai due paesi non venga la
tentazione di interferire sulla tornata elettorale.
Infine, Bush ha parlato dei colloqui di pace tra gli israeliani ed i
palestinesi, mostrando tutto il suo ottimismo su una possibile svolta
nelle trattative.
"Adesso è il momento di far andare avanti il processo - ha dichiarato -
io sono realista sul modo di realizzare la pace, parto dalla
constatazione che non ci sarà mai la pace fino a che non sorgerà uno
stato realmente democratico sul territorio palestinese".
LEGGI ANCHE:
HOME PAGE |