
Alle 12 ora locale uno o più ordigni sono esplosi a Mosul, nei pressi di
una base della Task Force Olympia delle forze armate americane. E' stata
una carneficina: 24 persone hanno perso
la vita e altre cinquanta sono rimaste ferite.
Tra le vittime ci sono 19 soldati Usa e cinque cittadini iracheni. Al
momento dell'esplosione nella base si stava tenendo un pranzo a cui partecipavano
militari americani, militari iracheni e rappresentanti della
popolazione civile.
Poche ore dopo l'attacco il gruppo terrorista Ansar al Sunna ha
rivendicato l'azione tramite un sito web: "Un membro dei mujaheddin - si
legge nel portale - ha condotto un'operazione kamikaze in una mensa
delle forze di occupazione nella base".
"La Casa Bianca è rattristata - ha fatto sapere Scott McClellan,
portavoce del presidenza - questo attentato mostra che i
nemici della libertà continuano a cercare di fare deragliare la
transizione verso un libero e democratico Iraq".
Per il capo di Stato Usa George W. Bush "quella dei soldati americani in
Iraq è "una missione vitale per la pace".
"Posso capire il dolore delle famiglie colpite dal lutto a pochi giorni
dal Natale - ha dichiarato - il sacrificio dei militari e delle loro
famiglie servirà a far prevalere la democrazia in Iraq e ad aumentare la
sicurezza nel mondo".
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