
"Cosa volete che vi dica? Che mi sono preso due infarti per niente?
Forse sarebbe umano. Invece devo stare sereno, mi hanno detto i medici.
Allora cerco di non pensarci troppo. Ho fatto il mio dovere di giudice.
E rifarei esattamente quello che ho fatto".
E' questo il passaggio principale dell'intervista rilasciata al
quotidiano La Repubblica dal Giudice Paolo Carfì, colui che condannò
Cesare Previti a undici anni di carcere nell'ambito del processo
Imi-Sir. Una sentenza che verrà cancellata dalla legge Salva-Previti,
che la Casa delle Libertà si appresta ad approvare a Palazzo Madama.
"Due infarti per niente", ha commentato amaro il Magistrato alla vigilia
del processo di appello al parlamentare azzurro, un processo che non
servirà a nulla perché grazie alla Salva-Previti il reato verrà
certamente prescritto.
"Ha avuto due infarti? Pensavo fosse per i sensi di colpa - ha
commentato Cesare Previti - potevo pensare che i suoi sensi di colpa
fossero pericolosamente aumentati, al punto da ripercuotersi sulle sue
condizioni fisiche, dopo essersi reso conto di aver scritto motivazioni
basate su inconfutabili falsi".
Per il forzista quella di Carfì è "un'intervista irrituale" e "deontologicamente
scorretta", attraverso la quale si cerca "surrettiziamente di
condizionare gravemente il processo d'appello che partirà il prossimo 7
gennaio".
"Potevo pensare che il giudice Carfì fosse stato male, e di questo me ne
dolgo, preso dai rimorsi di coscienza per una sua sentenza ingiusta e
parziale nei miei confronti, così come ingiusta e parziale è stata la
sua conduzione del processo".
LEGGI ANCHE:
HOME PAGE |