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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 21 DICEMBRE 2004
Botta e risposta tra il Giudice Carfì e Cesare Previti
REDAZIONE

"Cosa volete che vi dica? Che mi sono preso due infarti per niente? Forse sarebbe umano. Invece devo stare sereno, mi hanno detto i medici. Allora cerco di non pensarci troppo. Ho fatto il mio dovere di giudice. E rifarei esattamente quello che ho fatto".
E' questo il passaggio principale dell'intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica dal Giudice Paolo Carfì, colui che condannò Cesare Previti a undici anni di carcere nell'ambito del processo Imi-Sir. Una sentenza che verrà cancellata dalla legge Salva-Previti, che la Casa delle Libertà si appresta ad approvare a Palazzo Madama.
"Due infarti per niente", ha commentato amaro il Magistrato alla vigilia del processo di appello al parlamentare azzurro, un processo che non servirà a nulla perché grazie alla Salva-Previti il reato verrà certamente prescritto.

"Ha avuto due infarti? Pensavo fosse per i sensi di colpa - ha commentato Cesare Previti - potevo pensare che i suoi sensi di colpa fossero pericolosamente aumentati, al punto da ripercuotersi sulle sue condizioni fisiche, dopo essersi reso conto di aver scritto motivazioni basate su inconfutabili falsi".
Per il forzista quella di Carfì è "un'intervista irrituale" e "deontologicamente scorretta", attraverso la quale si cerca "surrettiziamente di condizionare gravemente il processo d'appello che partirà il prossimo 7 gennaio".
"Potevo pensare che il giudice Carfì fosse stato male, e di questo me ne dolgo, preso dai rimorsi di coscienza per una sua sentenza ingiusta e parziale nei miei confronti, così come ingiusta e parziale è stata la sua conduzione del processo".

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