
"Non posso non tener presente la lezione che ha dato a tutti noi il mio
amico Montanelli, del quale politicamente ho condiviso poco, ma ho
sempre apprezzato la sua indipendenza e l'allergia per i potenti. Diceva
Indro: noi abbiamo un unico padrone, il lettore, ed è nostro dovere
fargli conoscere la verità".
Lo ha scritto il giornalista Enzo Biagi in una lettera indirizzata al
segretario della Federazione Nazionale della Stampa Paolo Serventi
Longhi e a quello dell'Usigrai Roberto Natale.
Biagi ha rinnovato l'appello recentemente lanciato dal presidente della
Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, sottolineando la necessità che "la
nostra televisione (la Rai, ndr) rimanga un servizio pubblico e che i
suoi giornalisti tengano la schiena dritta per la difesa della verità e
della democrazia".
"Se è democraticamente insopportabile che alcuni cittadini facciano un
uso privato del potere che il popolo gli ha concesso tentando di
modificare leggi per risolvere questioni personali invece di lavorare
per il bene comune - ha spiegato - è altrettanto insopportabile che ci
sia qualcuno della mia categoria che non tiene la schiena dritta".
L'ex conduttore de Il Fatto ha poi aggiunto che "la Rai deve essere
difesa dalla logica del profitto," perchè non si può ridurre tutto "ad
un fatto puramente economico".
"Ho sempre pensato e scritto che con Carlo Azeglio Ciampi al Quirinale
il nostro Paese e la nostra democrazia potevano dormire sonni tranquilli
- ha poi concluso commentando il lavoro del capo dello Stato - finora
così è stato, nonostante gli attacchi che in questi anni sono stati
rivolti alla Costituzione e al suo garante".
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