
Impossibile non esprimere la piena solidarietà al Giudice Paolo Carfì,
ingiustamente attaccato dal senatore Cesare Previti con affermazioni che
testimoniano del livello crescente di arroganza ipocrisia e
pretestuosità di certi personaggi, i quali forse si illudono di poter
ancora a lungo celebrare i propri privilegi nel silenzio complice o
impaurito degli astanti. La verità per Previti è un'insidiosa nemica.
Dice che Carfì intende condizionare il Parlamento e l'iter di una legge
che a lui (Previti) e ai suoi amici garantisce l'impunità. Non si
accorge del paradosso. La maggioranza parlamentare - sottomessa ai
voleri di un ristretto gruppo di prepotenti - continua a condizionare il
lavoro della Giustizia. E ora vuole riformare la Magistratura per
condizionarla a piacimento. Sarà Ciampi il prossimo bersaglio di Cesare?
Onore al Giudice Paolo Carfì e a tutti quei Magistrati che in un'epoca
di inaudito attacco alla Giustizia e ai Giudici riescono a mantenere la
calma e a fare ogni giorno il proprio dovere.
La speranza è che gli esponenti dell'Opposizione ascoltino finalmente la
voce dei tanti cittadini indignati e comprendano la necessità di fare
fronte comune contro certa gente, in difesa delle regole fondamentali
dalla nostra vita civile.
Propongo intanto di far avere al Giudice Carfì lettere di solidarietà al
suo indirizzo di ufficio presso il Tribunale di Milano.
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