
Nell'Italia del Cavaliere Berlusconi anche queste notizie finiscono con
l'essere taciute dai telegiornali. Martedì scorso Francesco Forgione,
capogruppo di Rifondazione Comunista all'Assemblea regionale siciliana,
"colpevole" di aver organizzato una raccolta firme allo scopo di
sfiduciare il presidente della Regione Salvatore Cuffaro, è stato
aggredito fisicamente e verbalmente da quattro uomini. Tra loro Gerlando Calogero Chiarelli, cognato del
Governatore.
I quattro si possono permettere di attuare la loro azione da
squadristi in pieno centro ed in pieno giorno, davanti ad una folla
attonita.
Le neocamicie nere scendono dall'auto ed iniziano ad
inveire contro il politico di Rifondazione.
"Pezzo di merda, bastardo di un comunista - gli urlano avvicinandosi a
lui con fare minaccioso - ti ammazziamo, se non la smetti ti facciamo
smettere noi. Non vivrai più tranquillo, sappiamo dove vai, dove stai,
di giorno e di notte".
Una fantasia dei comunisti? Neanche per sogno: è lo stesso Governatore a
confermare: "Sono amareggiato del fatto che persone a me vicine
affettivamente, pensando di prendere le mie difese, si siano in realtà
lasciate prendere la mano con incaute reazioni".
"Incaute reazioni di chi si è lasciato prendere la mano", Cuffaro
definisce così un'aggressione mafiosa.
Il segretario regionale di Rifondazione Giusto Catania parla invece di
"intimidazione non casuale".
"Questo episodio è il frutto di un clima politico avvelenato causato
indirettamente da una gestione arrogante del potere - ha chiarito - che
fa diventare lecite anche le manifestazioni più ostentate e becere di
intolleranza politica".
Per il leader nazionale del partito Fausto Bertinotti "non è un atto di
teppismo, ma un tentativo di inquinamento violento del confronto
politico".
L’ex sindaco di Palermo, Leoluca Orlando ha chiesto l'intervento urgente
del ministro degli Interni Giuseppe Pisanu, mentre il vice segretario
regionale dello Sdi Giovanni Bruno lo definisce "un episodio da non
sottovalutare".
"La vile aggressione subita dall'amico e compagno Francesco Forgione -
ha chiarito - è il sintomo di un clima pesante che si sta creando in
Sicilia".
I media di Berlusconi, intanto, si preoccupano di insabbiare l'accaduto.
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