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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 23 DICEMBRE 2004
Intimidazione mafiosa a Forgione (Prc). Tra gli aggressori il cognato di Cuffaro
DARIO MIGLIUCCI

Nell'Italia del Cavaliere Berlusconi anche queste notizie finiscono con l'essere taciute dai telegiornali. Martedì scorso Francesco Forgione, capogruppo di Rifondazione Comunista all'Assemblea regionale siciliana, "colpevole" di aver organizzato una raccolta firme allo scopo di sfiduciare il presidente della Regione Salvatore Cuffaro, è stato aggredito fisicamente e verbalmente da quattro uomini. Tra loro Gerlando Calogero Chiarelli, cognato del Governatore.
I quattro si possono permettere di attuare la loro azione da squadristi in pieno centro ed in pieno giorno, davanti ad una folla attonita.
Le neocamicie nere scendono dall'auto ed iniziano ad inveire contro il politico di Rifondazione.
"Pezzo di merda, bastardo di un comunista - gli urlano avvicinandosi a lui con fare minaccioso - ti ammazziamo, se non la smetti ti facciamo smettere noi. Non vivrai più tranquillo, sappiamo dove vai, dove stai, di giorno e di notte".

Una fantasia dei comunisti? Neanche per sogno: è lo stesso Governatore a confermare: "Sono amareggiato del fatto che persone a me vicine affettivamente, pensando di prendere le mie difese, si siano in realtà lasciate prendere la mano con incaute reazioni".
"Incaute reazioni di chi si è lasciato prendere la mano", Cuffaro definisce così un'aggressione mafiosa.
Il segretario regionale di Rifondazione Giusto Catania parla invece di "intimidazione non casuale".
"Questo episodio è il frutto di un clima politico avvelenato causato indirettamente da una gestione arrogante del potere - ha chiarito - che fa diventare lecite anche le manifestazioni più ostentate e becere di intolleranza politica".
Per il leader nazionale del partito Fausto Bertinotti "non è un atto di teppismo, ma un tentativo di inquinamento violento del confronto politico".
L’ex sindaco di Palermo, Leoluca Orlando ha chiesto l'intervento urgente del ministro degli Interni Giuseppe Pisanu, mentre il vice segretario regionale dello Sdi Giovanni Bruno lo definisce "un episodio da non sottovalutare".
"La vile aggressione subita dall'amico e compagno Francesco Forgione - ha chiarito - è il sintomo di un clima pesante che si sta creando in Sicilia".
I media di Berlusconi, intanto, si preoccupano di insabbiare l'accaduto.

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