
Il presidente americano George W. Bush ha deciso di inviare trecento
milioni di dollari in aiuti umanitari per la popolazione del Darfur, la
regione sudanese dove è in corso una terribile guerra civile.
La Casa Bianca ha anche annunciato che varerà al più presto delle severe
sanzioni contro il Governo di Khartoum, ritenuto responsabile di
complicità con le milizie arabe Janjawid, che secondo l'amministrazione
di Washington starebbero compiendo nella zona un vero e proprio
"genocidio".
Sanzioni unilaterali, le Nazioni Unite non potranno infatti imporre
misure economiche restrittive a causa del veto di Russia e Cina. Alcuni
giorni fa gli Stati Uniti avevano chiesto a Kofi Annan di inviare i
caschi blu nel Darfur, ma il segretario generale dell'Onu ha reso noto
che al momento non ci sarà alcuna missione.
Lo scorso novembre l'ambasciatore all'Onu John Danforth aveva rivolto un
duro attacco contro l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, a suo modo
di vedere colpevole di restare inerte di fronte al massacro della
popolazione civile.
"Non riesco a capire come l'Assemblea Generale possa restare inerte di
fronte alla violazione dei diritti umani perpetrata in Sudan - aveva
tuonato Danforth, visibilmente alterato - sarebbe molto importante che
la comunità internazionale parlasse con una sola voce, ma chiaramente
l'Assemblea non è in grado di farlo".
A scatenare la furia dell'ambasciatore era stata la decisione del
Palazzo di Vetro di bocciare una nuova risoluzione di condanna per il
Sudan.
A settembre, con undici voti favorevoli e quattro astensioni, il
Consiglio di Sicurezza aveva già approvato una risoluzione, attraverso
la quale veniva intimato al Governo di Khartoum di intervenire
immediatamente per fermare le violenze perpetrate nel Paese dalle
milizie Janjawid. Solo un piccolo passo in avanti, secondo la Casa
Bianca, che non era apparsa ancora soddisfatta. Il Governo di Washington
si era addirittura detto pronto ad intervenire militarmente per fermare
la guerra civile in atto, inviando un contingente Usa nella regione del
Darfur, da schierare al fianco degli uomini dell'Unione Africana, che da
tempo stanno cercando invano di proteggere i civili dalla furia delle
milizie alleate dell'Esecutivo di Khartoum.
"Non possiamo operare da soli - aveva però chiarito il segretario di
Stato americano Colin Powell - qui serve la comunità internazionale".
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