
"Tendiamo la mano agli israeliani: vogliamo negoziare, raggiungere una
pace fondata sulla giustizia e sul diritto". Lo ha affermato il numero
uno dell'Organizzazione per la liberazione della Palestina Abu Mazen,
che ha così aperto la campagna elettorale per le elezioni presidenziali
che si terranno nei Territori il prossimo 9 di gennaio.
Il candidato di "Al Fatah", grande favorito per la tornata elettorale, ha
per l'ennesima volta ribadito la sua volontà di pace, dichiarando di
voler trovare un accordo con lo Stato ebraico capace di mettere fine a decenni di violenze e di
lutti.
Diversi giorni fa il leader dell'Olp aveva addirittura condannato l'uso
delle armi a cui il suo popolo è ricorso in questi tre anni di nuova
Intifada.
"I palestinesi hanno pieno diritto a resistere all'occupazione
israeliana - aveva dichiarato - ma non devono ricorrere alla violenza,
bisogna esprimersi con mezzi popolari e sociali, mentre l'uso delle armi
è nocivo e deve finire".
Solo pochi giorni prima Abu Mazen aveva effettuato un altro passo
storico, chiedendo scusa al Governo e al popolo del Kuwait per l'appoggio
morale che l'Olp diede a Saddam Hussein nel 1990, quando le truppe
irachene invasero l'Emirato.
Ieri il candidato di Al Fatah ha però anche rivolto una precisa
richiesta al governo di Israele, chiedendo la liberazione di centinaia
di prigionieri arabi, tra i quali Marwan Barghuti, condannato a cinque
ergastoli perché ritenuto responsabile di diversi attentati ai danni dello stato ebraico.
"Se Israele vuole la pace - ha chiarito - deve essere risolta la
questione dei detenuti".
Abu Mazen resta il grande favorito per le consultazioni del 9 gennaio,
una tornata che designerà il successore di Yasser Arafat alla guida
dell'Olp. Nel corso delle elezioni municipali tenutesi venerdì in
ventisei
località della Cisgiordania, le prime dal 1996, il partito Al Fatah ha
conquistato 200 dei 306 seggi in palio. L'affluenza alle urne è stata
dell'84 per cento, gli aventi diritto erano circa 144mila.
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