
I popolari-Udeur lasciano la Grande Alleanza Democratica ed annunciano
che correranno da soli alle prossime elezioni amministrative. Il partito
centrista, con un comunicato, ha infatti rivendicato la propria
"autonomia a tutti i livelli" in vista delle prossime consultazioni
comunali, provinciali e regionali.
"Prepariamo un'uscita di sicurezza dalla Gad - ha affermato Clemente
Mastella - se Prodi non riesce ad esercitare la leadership non è colpa
nostra".
Parole pesanti anche da parte di Paolo Cirino Pomicino, secondo il quale
"il progetto riformista della Gad è fallito anche perché ha ignorato le
istanze di un partito moderato come l'Udeur".
"Mai come oggi il partito è unito - ha aggiunto l'ex democristiano - io
e Mastella la pensiamo allo stesso modo. E' giunto il momento di
rivendicare la nostra autonomia pur restando all'opposizione del governo
Berlusconi".
Il Consiglio nazionale dell'Unione Democratici per l'Europa ha anche
dato "pieno mandato al Segretario Nazionale ed alla Direzione per
l'eventuale convocazione di un congresso straordinario per l'ulteriore
definizione di un percorso politico".
Immediata la reazione di numerosi esponenti del centrosinistra, che
hanno espresso "rammarico" per questa decisione.
"Tutti i partiti della coalizione hanno affermato che l'Udeur è un
partner fondamentale e indispensabile dell'alleanza - ha chiarito il
diessino Vannino Chiti - l'alleanza di centrosinistra è formata da più
forze politiche, di diversa ispirazione ideale e culturale. L’Udeur in
questo quadro è forza essenziale sia per la costruzione del programma
che per la vittoria alle elezioni".
Il numero uno dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro, con una breve
nota, ha espresso la solidarietà del suo movimento al partito di
Mastella.
Di diverso parere il presidente dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio, che
non ha nascosto una certa indignazione per l'atteggiamento dei
centristi.
"Mastella e l'Udeur non hanno un motivo logico per lasciare la
coalizione - ha dichiarato il leader del partito ambientalista - se la
si abbandona, poi, bisogna farlo a tutti i livelli istituzionali".
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