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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 28 DICEMBRE 2004
La Cassazione conferma: Andreotti ha avuto rapporti con la Mafia
REDAZIONE

La seconda sezione penale della Corte di Cassazione ha oggi reso note le motivazioni della sentenza con la quale lo scorso 15 ottobre confermò il verdetto della Corte di Appello di Palermo, che il 2 maggio 2003 dichiarò prescritto il reato di associazione a delinquere commesso dal senatore a vita Giulio Andreotti fino alla primavera del 1980. In sostanza, i Magistrati affermarono che, fino al 1980, il sette volte presidente del Consiglio ebbe rapporti con diversi esponenti di Cosa Nostra, ma che il reato non era punibile perché prescritto. Andreotti fu invece assolto dall'accusa di associazione mafiosa per i fatti a lui imputati dopo la primavera del 1980.

Con duecentodiciassette pagine di motivazione la Suprema Corte ha oggi dichiarato "esaustivi e logici" i ragionamento dei Giudici che emisero la sentenza di secondo grado. In primo grado Andreotti fu assolto con formula dubitativa.
La difesa del senatore aveva chiesto il terzo grado di giudizio perché voleva un verdetto più chiaro e privo di ombre. I legali, insomma, volevano cancellare la grave macchia della prescrizione per un reato gravissimo come l'associazione a delinquere. La Suprema Corte ha invece confermato che l'imputato fu colluso con la mafia fino al 1980.

"Sono lieto della chiusura del mio calvario giudiziario - ha commentato Andreotti - ho dovuto guardarmi le spalle dalla mafia e dall'antimafia".
Per l'avvocato difensore Giulia Bongiorno le duecentodiciassette pagine della Cassazione sono "un netto, chiaro e lampante miglioramento della motivazione della precedente sentenza".

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