
Tre dei tredici italiani dati per morti nello spaventoso maremoto che
domenica scorsa ha colpito il sud-est asiatico sono ancora in vita. Lo
ha affermato questa mattina il ministro delle Riforme Istituzionali
Roberto Calderoli.
Subito dopo il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni
Letta ha confermato la magnifica notizia e dal tavolo del Consiglio dei
ministri è partito un assordante applauso.
Un vero peccato che la rivelazione di Calderoli non corrisponda a
verità.
"Ci piacerebbe molto poter confermare, ma si tratta di tre connazionali
ricompresi nell'elenco dei dispersi. Sono tre persone appartenenti alla
stessa famiglia, gli Scabello, ed erano a Pukhet - ha subito comunicato
l'ufficio stampa della Farnesina - la buona notizia è che i tre sono
certamente vivi, quella cattiva è che il numero delle vittime italiane
non diminuisce".
La gaffe del leghista è subito finita nel mirino delle opposizioni che,
tramite il dielle Giuseppe Fioroni, hanno giudicato la sortita del
ministro del tutto "inadeguata al ruolo che ricopre".
"Mi dispiaccio che la comunicazione si sia dimostrata inesatta - ha
replicato poco dopo l'esponente del Carroccio - ma rappresenta comunque
motivo di gioia il fatto che i nostri connazionali, dati per dispersi o
deceduti, siano invece in vita. La sterile strumentalizzazione di
Fioroni purtroppo resta e dimostra lo spessore del personaggio".
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