
Ieri la Siria è stata nuovamente accusata di dare sostegno ai ribelli
che da oltre un anno e mezzo insanguinano l'Iraq. Questa volta l'affondo
è arrivato direttamente dall'amministrazione statunitense di George W.
Bush, secondo la quale Damasco, tra le altre cose, fornisce asilo ad ex
esponenti del regime di Saddam Hussein.
"In Siria ci sono diversi elementi del passato regime che stanno
lavorando per sostenere gli insorti - ha chiarito il portavoce del
Dipartimento di stato americano Adam Ereli - questo è un problema che la
Siria dovrà risolvere".
La scorsa settima un'accusa analoga era stata rivolta al regime di
Damasco da Iyad Allawi. Il primo ministro ad interim iracheno aveva
anche inviato un messaggio di protesta al presidente siriano Bashar
al-Assad.
"Ho chiesto alla Siria di aiutarci a fermare gli atti terroristici che
partono dal suo territorio - aveva rivelato - precisando che le
ripercussioni di qualsiasi sconvolgimento in Iraq non si fermeranno al
confine".
Allawi aveva poi aggiunto di poter provare questa accuse. I legami tra i
terroristi e Damasco sarebbero infatti confermati da molteplici
confessioni rilasciate alle autorità irachene dai prigionieri arrestati
in questi mesi.
L'ambasciatore di Baghdad a Damasco Hassan Allawi aveva poi rincarato la
dose rivelando al periodico britannico "The Times" che le forze armate
del suo paese hanno trovato a Falluja delle fotografie destinate a
dimostrare collegamenti tra la guerriglia irachena e diversi uomini dei
servizi segreti siriani.
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