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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 30 DICEMBRE 2004
Pilati e Guazzaloca all'Antitrust: opposizioni in rivolta
REDAZIONE

I presidenti della Camera e del Senato Pier Ferdinando Casini e Marcello Pera hanno ieri nominato commissari dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato Giorgio Guazzaloca e Antonio Pilati.
I due sostituiranno Michele Grillo e Marco D'Alberti, il cui mandato è scaduto lo scorso 11 novembre. L'8 marzo 2005 scadrà anche il mandato del presidente Giuseppe Tesauro, che potrebbe essere sostituito proprio da uno dei nuovi arrivati.
La decisione di Pera e Casini ha ovviamente fatto andare su tutte le furie gli esponenti del centrosinistra, per quali la Casa delle Libertà, "dopo aver occupato tutte le Istituzioni con la logica più stretta di maggioranza" adesso "procede a mettere sotto controllo politico le Authority calpestando ogni criterio di competenza e di indipendenza dei nuovi membri".

"Non sia offesa a Guazzaloca, uomo di livello sicuramente idoneo ad una responsabilità di governo - ha osservato il dielle Pierluigi Castagnetti - ma la sua nomina in un ruolo per il quale non ha alcun titolo o competenza ha solo il significato di mortificare ogni regola formale e anche solo il buon senso".
Sulla stessa lunghezza d'onda anche il primo cittadino di Bologna Sergio Cofferati, che ha conquistato la poltrona di sindaco del capoluogo emiliano proprio battendo il suo predecessore Guazzaloca.
"Io come tanti altri non ho capito quali siano i requisiti per diventare commissario dell'Antitrust - ha affermato l'ex leader della Cgil - se questi non sono espliciti, rimane come unico criterio percepito quello della spartizione politica. E' un problema molto serio perché parliamo di un'autorità che in virtù della sua autonomia dovrà essere di bilanciamento dei rapporti di potere".

Durissimo commento anche da parte del "nuovo" Corriere della Sera targato Paolo Mieli.
"L'Antitrust sta per subire una profonda trasformazione - si legge in un articolo al vetriolo - dovrà vigilare sull'attuazione della legge sul conflitto di interessi aumentando le proprie competenze".
Secondo il quotidiano di Via Solferino "Pilati, dopo aver ideato una legge pro-Mediaset (la Gasparri, ndr), dovrà controllare se Silvio Berlusconi dalla postazione di Palazzo Chigi favorisca o meno le aziende di cui è proprietario".
"Il meno che può succedere è che Pilati se ne lavi le mani - si legge ancora nel "giornale degli italiani" - un rischio che i presidenti delle Camere avrebbero dovuto valutare con maggiore sensibilità.

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