
Per mandare in onda integralmente la conferenza stampa di fine anno del
presidente del Consiglio, Viale Mazzini ha deciso di non mandare il Tg1,
che è così iniziato ben oltre le 14.
Un fatto grave, denunciano le opposizioni, e soprattutto senza
precedenti.
"Che fine ha fatto il Tg1 delle 13 e 30? - hanno chiesto alcuni
esponenti del centrosinistra con una nota congiunta - perchè i milioni
di italiani abituati a seguire quel telegiornale oggi non hanno potuto
farlo alla solita ora?".
Per Sandro Battisti, Gianfranco Pagliarulo, Valerio Calzolaio, Alfonso
Gianni, Antonello Falomi e Loredana De Petris, "davanti all'immane
tragedia del sudest asiatico", sarebbe stato meglio "che il servizio
pubblico privilegiasse un'informazione più adeguata al momento e non che
ne limitasse lo spazio per dedicarlo a Silvio Berlusconi".
"Non è questo - hanno concluso i parlamentari - quello che i cittadini
vogliono e si aspettano dal cosiddetto servizio pubblico".
Altri esponenti della Grande Alleanza Democratica hanno invece
concentrato le proprie critiche su quanto detto durante la conferenza
stampa dal Cavaliere.
"Berlusconi - ha attaccato il dielle Natale D'Amico - ha dipinto
l'Italia come fosse l'isola che non c'è di Peter Pan".
Sulla stessa lunghezza d'onda anche Tiziano Treu, secondo il quale "la
realtà è ben diversa dalle chiacchiere di Berlusconi", mentre per il
comunista Pino Sgobio "il premier ha illustrato come al solito il paese
di Bengodi".
Secondo il leader dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio siamo in "emergenza
democratica e il discorso del premier mostra la pericolosa deriva
autoritaria del berlusconismo".
"Sarebbe opportuno - ha proposto Giuseppe Giulietti commentando i
progetti di Berlusconi relativi ad una prossima abolizione della par
condicio - che le forze di opposizione abbandonassero ogni litigiosità e
si predisponessero ad una grande iniziativa, in Europa e in Italia,
contro ogni forma di broglio mediatico premessa di altri possibili
brogli politici".
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