
"Siamo scesi in campo per contrastare una sinistra che avrebbe
trasformato l'Italia in uno stato autoritario, per fermare uomini che
per cinquant'anni sono stati comunisti e che ora si definiscono
post-comunisti o addirittura liberali e che hanno ammirazione per tutte
le dittature, da Fidel Castro a Saddam Hussein passando per la Cina".
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, durante la conferenza
stampa di fine anno, ha descritto così i suoi avversari politici. Poi ha
spiegato che la battaglia del centrodestra contro la Grande Alleanza
Democratica è paragonabile ad una lotta "tra gli angeli e il demonio,
tra il Cristo e l'anticristo". Un concetto un po' esagerato, ha
confessato il Cavaliere, "ma che può aiutare a rendere l'idea".
Nella serata di ieri è arrivata la replica del leader del centrosinistra
Romano Prodi, che ha bollato la "fanatica contrapposizione tra bene e
male proposta da Berlusconi come "la caricatura di un Paese che ha
problemi sempre più gravi e un Governo incapace di affrontarli".
"Non volendo riconoscere la propria inadeguatezza ci si inventa
cinicamente come diversivo una contrapposizione in termini che sarebbero
ridicoli se non fossero il segno davvero allarmante della volontà di
ricercare artificiosamente una radicalizzazione nel tentativo di
occultare i guasti di una gestione negativa - ha osservato l'ex
presidente del Consiglio - i cittadini italiani che misurano ogni giorno
sulla propria pelle la reale portata dei problemi di Paese, meritano di
meglio. Essi sanno che della loro soluzione noi ci faremo carico con
serietà, competenza e determinazione, nell'interesse di tutti e non di
alcuni, senza accampare scuse, e senza alimentare divisioni per ragioni
scopertamente strumentali".
Secondo Prodi, insomma, "l'Italia ha bisogno di unità di intenti di
concordia e di un governo che miri a unire e non a dividere".
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