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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 31 DICEMBRE 2004
Prodi: "Ha ragione l'Antitrust, la Rai va divisa in due"
REDAZIONE

Con una lettera a Il Corriere della Sera il numero uno del centrosinistra Romano Prodi ha comunicato la sua ricetta per il futuro della Rai.
L'ex presidente della Commissione europea ha sposato le conclusioni dell'indagine conoscitiva dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, che lo scorso 26 di novembre aveva consigliato di creare "in tempi brevi due società distinte, una con obblighi di servizio pubblico generale finanziata esclusivamente attraverso il canone, l'altra a carattere commerciale, che sostiene le proprie attività attraverso la raccolta pubblicitaria". Insomma, esattamente come sono organizzate le televisioni di Stato in molti Paesi europei.
"Va da sé - ha chiarito Prodi - che la prima società dovrebbe restare di proprietà pubblica mentre la seconda potrebbe e dovrebbe essere messa in vendita ed offerta ad investitori e risparmiatori privati".
Secondo l'ex capo del Governo "è una riforma che può essere realizzata in tempi relativamente brevi e che dovrebbe, in ogni caso, essere attuata prima di qualsiasi forma di privatizzazione della Rai".

La proposta è piaciuta al dielle Paolo Gentiloni, che l'ha definita l'unica strada possibile "per un sistema radiotelevisivo che incentivi la concorrenza e restituisca qualità e senso al servizio pubblico".
"Le parole di Prodi rappresentano un chiaro stop all'attuale privatizzazione gattopardesca della Rai - ha aggiunto - una ipotesi che l'intera Alleanza del centrosinistra non condivide e farà di tutto per bloccare".
Di diverso avviso l'aennino Alessio Butti, per il quale "Prodi ha sempre l'abitudine di dividere qualcosa".
"Pregherei il professor Prodi, prima di scrivere lettere così impegnative e così poco veritiere, di leggersi bene la legge 112 e gli atti che hanno portato la Rai fino a questa delicata fase della privatizzazione - ha chiarito il parlamentare - quello espresso sarà il suo punto di vista, ma non corrisponde agli atti ufficiali e legislativi".

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